
❖ Breve Biografia
Pier Giorgio Caria è una figura nota nell’ambito dell’ufologia italiana e della divulgazione legata a temi esoterici e spirituali. Si presenta come «ricercatore e documentarista, esperto di Ufologia e Scienza dello Spirito», un’espressione che rimanda a un insieme di credenze che uniscono interpretazioni spirituali, religiose e ipotesi sull’esistenza di civiltà extraterrestri. Nel corso degli anni ha costruito la propria attività attraverso conferenze, seminari, interviste e materiali video in cui espone le sue teorie e le sue esperienze personali.
Secondo quanto da lui dichiarato in varie occasioni pubbliche, Caria sostiene di essere in contatto con presenze extraterrestri sin dall’infanzia e di aver vissuto numerosi “incontri ravvicinati”. In alcuni racconti afferma che tali contatti sarebbero avvenuti anche in presenza di altre persone, le quali però non avrebbero percepito direttamente gli eventi, perché – sempre secondo la sua versione – sarebbero state temporaneamente “inibite” o rese incapaci di interagire dagli stessi presunti visitatori non terrestri.
In questo contesto, Caria ha anche riferito che sarebbero state queste entità a incoraggiarlo, in giovane età, a lasciare il suo precedente lavoro alle Ferrovie per dedicarsi completamente alla ricerca e alla divulgazione dell’ufologia.
Nel suo racconto e nelle sue pubblicazioni, Caria inserisce spesso interpretazioni che collegano fenomeni ufologici a eventi storici, religiosi e geopolitici.
Tra le affermazioni che gli vengono attribuite e che circolano in rete e durante i suoi interventi pubblici, vi è l’idea che presenze extraterrestri avrebbero un ruolo di monitoraggio o interferenza sulle installazioni militari terrestri, in particolare quelle legate al nucleare.
In alcune ricostruzioni, egli ha collegato episodi della storia dell’esplorazione spaziale, come la missione Apollo 13, a presunti interventi esterni non umani, sostenendo che determinati programmi sarebbero stati ostacolati per ragioni legate alla presenza di tecnologie atomiche. All’interno della sua visione, queste intelligenze non terrestri non sarebbero però ostili: Caria descrive gli alieni come entità dotate di capacità di interazione mentale con gli esseri umani, ma mosse da intenzioni che definisce prevalentemente pacifiche o orientate alla protezione della vita. In alcune sue esposizioni, ha anche associato tali concetti a riferimenti religiosi o profetici, citando interpretazioni personali di figure come le apparizioni mariane di Fatima o le profezie attribuite a Nostradamus, in una cornice che mescola spiritualità, escatologia e ufologia.
Negli anni più recenti, le sue teorie si sono estese anche a temi di attualità internazionale e geopolitica. In alcuni interventi pubblici, infatti, ha ipotizzato che civiltà extraterrestri possano aver influenzato o contattato figure di rilievo del mondo economico e politico per scoraggiare escalation nucleari o conflitti globali. In questo contesto ha richiamato anche dichiarazioni di personalità contemporanee del mondo della tecnologia e dell’imprenditoria come possibili segnali di una crescente consapevolezza su questi temi, interpretandoli però secondo una chiave di lettura personale e non condivisa dal mainstream scientifico.
Caria ha inoltre affrontato nel tempo argomenti molto diversi tra loro, includendo interpretazioni alternative su temi come la religione e/o fenomeni naturali come i cerchi nel grano, che considera spesso parte di un più ampio quadro di comunicazione o interazione non umana. Le sue posizioni sono generalmente collocate nell’ambito dell’ufologia non accademica e delle teorie alternative, un settore in cui convivono racconti personali, interpretazioni simboliche e ipotesi non supportate da evidenze scientifiche riconosciute dalla comunità scientifica. Per questo motivo, le sue affermazioni vengono discusse soprattutto in contesti divulgativi, conferenze tematiche e ambienti interessati ai fenomeni paranormali e agli studi non convenzionali.
In sintesi, Pier Giorgio Caria è una figura che si muove tra documentarismo, spiritualità e ufologia alternativa, e che nel corso degli anni ha sviluppato una narrazione coerente interna basata su esperienze personali dichiarate e su interpretazioni estensive di eventi storici e contemporanei, ma che resta al di fuori del consenso scientifico tradizionale.
Qui sotto vi lasciamo due video di Pier Giorgio Caria sulla ormai famosissima sfera di Buga, per chi non sapesse cosa sia ecco un breve riepilogo.

La cosiddetta “Sfera di Buga” è un oggetto metallico segnalato in Colombia nel Marzo 2025, rinvenuto nella zona rurale nei pressi della città di Buga.
Il ritrovamento ha rapidamente attirato l’attenzione sia di appassionati di ufologia sia di alcuni ricercatori indipendenti, diventando oggetto di discussione online e di ipotesi molto diverse sulla sua origine.
Secondo le descrizioni disponibili, si tratta di un oggetto sferico di circa 50 centimetri di diametro, realizzato in materiale metallico e caratterizzato da una superficie apparentemente priva di saldature o giunzioni evidenti.
Questo dettaglio ha contribuito ad alimentare l’interesse, poiché non è immediatamente riconducibile a una costruzione industriale comune.
Sulla superficie sarebbero presenti segni o incisioni che alcuni hanno interpretato come possibili simboli o “glifi”, anche se non esiste al momento alcuna conferma sulla loro natura, origine o eventuale significato. Alcune analisi preliminari non ufficiali hanno suggerito ipotesi molto speculative, tra cui possibili connessioni con strutture molecolari o processi di sintesi biologica, ma queste interpretazioni non sono state validate in ambito scientifico consolidato. Le ricostruzioni sul ritrovamento indicano che la sfera sarebbe stata individuata il 2 Marzo 2025 da José Arias Restrepo, un venditore ambulante appassionato di esplorazioni con metal detector, in una zona rurale.
Successivamente, l’oggetto è stato studiato anche da alcuni ricercatori universitari, tra cui un gruppo dell’Università Nazionale Autonoma del Messico, che avrebbe rilevato al suo interno una struttura complessa composta da più livelli e da elementi filiformi.
In particolare, sono stati descritti circa 52 elementi sottili simili a fibre, paragonati in modo ipotetico a cavi o connessioni di tipo tecnologico, sebbene tale interpretazione resti controversa e non universalmente accettata.
Nel corso del 2025, alcune analisi non ufficiali diffuse nel dibattito ufologico, tra cui quelle attribuite allo studioso Steven Greer, hanno riportato anche risultati relativi a materiali organici o resine interne. In un caso è stato citato un possibile risultato di datazione al radiocarbonio che indicherebbe un’età molto antica del materiale, nell’ordine di migliaia di anni, ma anche questi dati non sono stati confermati da pubblicazioni scientifiche sottoposte a revisione paritaria.
Il caso ha generato un ampio dibattito, ma anche un notevole scetticismo da parte della comunità scientifica. Diversi studiosi colombiani hanno sottolineato la mancanza di analisi indipendenti, pubblicazioni peer-reviewed e protocolli verificabili.
In particolare, è stato evidenziato come molte informazioni circolino soprattutto attraverso canali mediatici e ambienti ufologici piuttosto che in contesti accademici ufficiali.
L’astrofisico Santiago Vargas dell’Università Nazionale della Colombia ha dichiarato che, sulla base delle informazioni disponibili, non vi sono elementi che indichino un’origine non terrestre dell’oggetto, sottolineando l’assenza di prove scientifiche solide a supporto delle interpretazioni più estreme.
Allo stesso tempo, la ricercatrice Lauren Flor Torres dell’Università di Antioquia ha osservato che la superficie della sfera appare troppo “integra” per essere compatibile con un oggetto proveniente dallo spazio, poiché un eventuale rientro atmosferico tenderebbe a lasciare segni evidenti di bruciatura, erosione o deformazione dovuti al calore e all’attrito.
In sintesi, la Sfera di Buga rimane un oggetto ancora poco chiarito: da un lato oggetto di forte interesse e interpretazioni speculative, dall’altro caso non ancora supportato da evidenze scientifiche verificabili e condivise.
