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Avvistamenti, testimonianze VIP

Robbie Williams crede a alieni e complotti

Robbie Williams
Robbie Williams

Per l’ex Take That "i governi insabbiano l’esistenza degli ufo"

Robbie Williams crede agli alieni.
Anzi, è talmente ossessionato dagli omini verdi che la scorsa estate, insieme ad alcuni amici e alla fidanzata Ayda Field, si e’ accampato presso il monte Adams, nel Washington State, sede del ‘centro di ricerca’ sugli Ufo ‘Eceti’.

Obbiettivo: assistere ad un incontro ravvicinato del terzo tipo. Ma non e’ tutto.

L’ex Take That passerebbe la maggior parte del suo tempo libero a spulciare i siti internet dedicati ai complotti e alle grandi cospirazioni della storia.
Secondo quanto appreso dal tabloid britannico Daily Mail, infatti, Robbie Williams – da poco rientrato in Gran Bretagna dopo anni di residenza a Los Angeles – si connetterebbe abitualmente al sito ‘abovetopsecret.com‘ con i nick-name ‘cyar’ e ‘chrisonabike’ per discutere di alieni e misteri vari con gli altri utenti.

Sul sito si puo’ trovare anche un’intervista in cui Williams racconta delle sue esperienze con i marziani.

Che, piu’ di una volta, avrebbero ‘visitato’ la sua casa di Los Angeles.

La popstar ha infatti raccontato di aver visto una palla di luce sopra la sua casa, in California.

Un lampo scuro ‘negativo’ di circa 10 centimetri di larghezza per sei metri di lunghezza ha quindi attraversato da parte a parte l’appartamento.

”Tutto cio”’, dice serio Williams, ”si puo’ spiegare con operazioni governative: vogliono occultare i fatti e noi a volte ci andiamo di mezzo”.
Ma gli alieni non sono il solo argomento di ‘abovetopsecret.com’.

Un articolo spiega ad esempio che il passaggio al digitale terrestre prossimo venturo non e’ altro che una mossa del governo americano per spiare i suoi cittadini – attraverso telecamere e microfoni – e che l’Fbi, grazie ai satelliti, non solo riesce a spiare nelle case ma anche a leggere la mente scannerizzando il cervello come fosse l’hard-disk di un computer.

Robbie – stando a quanto raccontato al Mail da fonti vicine al cantante – passerebbe il suo tempo a letto, con il portatile sulla pancia, a navigare tra siti di questo tipo. E dire che nel suo nuovissimo castello nel Wiltshire la popstar ha a disposizione palestra, piscina e campo da tennis personale.
Pettegolezzi? Puo’ darsi. L’esperienza sul monte Adams e’ pero’ documentata.

Paul Scott, il biografo di Robbie Williams, e’ riuscito a mettersi in contatto con James Gilliland, direttore dell’Eceti, ovvero ‘Enlightened Contact with Extra-Terrestrial Intelligence’ – un ranch disperso sulle montagne.

Che ha confermato la presenza di Williams presso il centro. ”Robbie mi ha raccontato delle sue esperienze personali e il suo viaggio qui da noi ha confermato quello che ha sempre creduto dentro di se’.

Pensa davvero di aver visto degli Ufo”.
”Delle astronavi sono apparse – ha detto Gilliland – e Robbie ci ha aiutato a documentare l’evento”.

Kiefer Sutherland pensa che non siamo soli nell'universo

Kiefer Sutherland
Kiefer Sutherland

Kiefer Sutherland - stella di Monsters vs. Aliens e Melanconia , ha parlato alla stampa sulla sua fede e della vita altrove.
Secondo il CTV Notizie, Kiefer pensa che sia troppo "arrogante" pensare che gli esseri umani sono l'unica forma di vita nell'universo, e medita spesso sugli extraterrestri quando guarda le stelle.
Nello specifico disse: quando guardo il cielo in una notte limpida per vedere stelle e pianeti e tutto ciò che è fuori del nostro universo, devo credere che ci sia la vita ovunque.
Sarebbe molto arrogante credere che questo sia l'unico pianeta che potrebbe sostenere un certo tipo di vita' ".

Reagan non stava scherzando e Steven Spielberg lo sa

Steven Spielberg e Ronald Reagan
Steven Spielberg e Ronald Reagan

Steven Spielberg conferma che, a seguito di uno screening di ET: L'Extraterrestre nel 1982 alla Casa Bianca, il presidente Ronald Reagan fece delle "dichiarazioni a dir poco sconcertanti".
Secondo Spielberg, Reagan non ha affrontato le sue osservazioni a lui personalmente, ma piuttosto  a tutti gli ospiti in sala insieme, alcuni dei quali erano astronauti.
Ecco cosa è successo nelle parole di Spielberg:

"E 'stato in sala proiezione della Casa Bianca, Reagan si alzò per ringraziarmi per aver portato il film e per averlo mostrato al Presidente, la First Lady e tutti i loro ospiti, che includeva Sandra Day O'Connor e alcuni astronauti ... Penso che Neil Armstrong era lì, io non sono sicuro al 100%, era una serata straordinaria.

Appena si alzò si guardò intorno nella stanza, quasi come se stesse facendo un organico, e disse: "Volevo ringraziarvi per aver portato ET alla Casa Bianca".
Abbiamo davvero apprezzato il vostro film, 'e poi si guardò intorno e disse:
"E ci sono un certo numero di persone in questa sala che sanno che tutto quello trasmesso su quello schermo è assolutamente vero".

E lo disse senza sorridere!
La sala intera si mise a ridere perché lo ha presentato come uno scherzo, ma non sorrideva mentre lo diceva.

Steven Spielberg: Sì, credo agli alieni..!

Intanto Vorrei che desse un consiglio a noi giovani che spesso non ascoltiamo, e che ci spieghi l'importanza di ascoltare. E poi: lei crede agli alieni?

Beh, i miei genitori mi hanno insegnato che nell'ebraismo la preghiera più importante è quella il cui titolo si traduce con "Eroe Israele". E fin dall'infanzia mi è stato insegnato che, da buon ebreo, la cosa più importante da fare era ascoltare. E non era un imposizione da parte di genitori che volevano farmi stare zitto ad ascoltare loro. Il senso era che dovevo ascoltare me stesso, quei sussurri che spesso ignoriamo, perchè noi tendiamo ad ascoltare chi grida, e non chi sussurra.

E quindi, ascoltare attentamente: è questo che mi hanno sempre insegnato. E io dico che quando la gente non ascolta, allora si nega incredibili possibilità. Si negano gloria e fortuna, ed è tutta colpa loro.

Sì, credo agli alieni.

Il presidente Obama dice al figlio di Will Smith: "Non posso né confermare né smentire l'esistenza degli extraterrestri"!

Will Smith talks Aliens at The White House

Grazie al duro lavoro di Robbie Graham  e a un filmato UFO storico,  ora abbiamo la storia dell'incontro tra il presidente Barack Obama e l'attore figlio di Will Smith.
Sorprendentemente, Obama anticipa Jayden rispondendo ancora prima a una domanda della giovane star  che non ha ancora avuto la possibilità di fargli e la risposta del presidente è stata adeguatamente allettante:

"Gli alieni, giusto?
Ok, non posso né confermare né negare l'esistenza degli extraterrestri, ma posso dirvi che se ci fosse stato un incontro top secret o una discussione su di essi, avrebbe avuto luogo in questa stanza. "

Ufo sopra la casa dei Beckham

Victoria Beckham
Victoria Beckham

Un Ufo in visita ai Beckham? Puo’ darsi, o almeno e’ quello che pensa la padrona di casa Victoria, che ha postato un twitter con tanto di foto del “presunto” avvistamento. La ex spice girl, moglie del celebre calciatore David Beckham ex Milan, Manchester Utd e Real Madrid ha infatti dichiarato sul proprio profilo di aver avvistato un “oggetto non identificato” dalla finestra della casa di Los Angeles.

Victoria Beckham photo Ufo
Victoria Beckham photo Ufo

“Un ufo in bilico sopra la nostra casa ieri sera”, ha twittato venerdi’ la Beckham associando anche l’immagine di un globo luminoso simile alla luna, probabilmente un elicottero visto che sono “molto presenti nella zona”, spiega in un articolo il Daily Mail. L’hairstylist Ken Paves autore di alcune copertine di Vogue ha risposto scherzosamente: “L’ufo in bilico sopra la casa di Beckham. Afferra i bambini. Corri Victoria!”.

Gli Ufo di Alessia Marcuzzi

Alessia Marcuzzi
Alessia Marcuzzi

Alessia Marcuzzi ha confessato di aver avuto un’esperienza speciale da piccola. Al settimanale “Chi” ha dichiarato di essere stata protagonista di un avvistamento quando aveva 4 anni e si trovava a Nettuno: “Era una specie di meteorite, ma era molto simile a un disco volante”. Non solo: nello stesso articolo dichiara di avere il dubbio di essere stata addotta dagli extraterrestri e di provenire addirittura da un altro pianeta (e se la Nettuno di cui parla fosse il pianeta?

Antonello Venditti "da bambino vidi un disco volante che lanciava manna"

Antonello Venditti
Antonello Venditti

Aveva 3 appendici a forma di ventosa, in alto una cupola che assomigliava a un bitorzolo. Ero a Roma, a Villa Paganini con la mamma. Quando arrivò il mistero di 10 metri di diametro.
Appena sopra la testa sua e quella di sua madre, l'oggetto era incombente e di forma inquietante: «Un disco grande, avrà avuto un diametro di dieci metri. Nella parte inferiore c'erano tre appendici a forma di ventosa, mentre in alto, dove era visibile una cupoletta che assomigliava a un grande bitorzolo, si notava un oblò...». Antonello Venditti non scorderà mai quella domenica mattina di primavera di un anno che la memoria non fissa dal punto di vista numerico («Io sono del 1949, avrò avuto cinque o sei anni...»), salvo lasciargli immagini nitide. Un ricordo che di tanto in tanto riaffiora dal passato. Ne ha parlato nell'autobiografia «L'importante è che tu sia infelice» e non ha mai smesso di porsi domande, senza inseguire scorciatoie lessicali («Sì, era un disco volante: sul fatto che fosse reale e così vicino da poterlo quasi toccare con mano, non ci sono discussioni...») e cercando, viceversa, di capire: «Chiesi varie volte alla mamma, persona razionale e positiva, se quanto avevamo visto fosse vero: mi ha sempre detto di sì».
Giardini di Villa Paganini a Roma. C'era un pony che faceva divertire i bambini, ma quel giorno, secondo il racconto del cantante, giunse un Ufo a segnare l'inizio di un percorso, emotivo ed interiore, che avrebbe accompagnato negli anni successivi uno dei futuri protagonisti della canzone italiana. «Saranno state le 11, non eravamo ancora nel cuore del parco; io e mia madre in quel momento eravamo soli. L'oggetto si manifestò: dondolante, eppure stazionario nella posizione. Rimase lì a lungo e dopo un po' liberò dei filamenti bianchi: parevano manna. Come andò via? Sparì all'improvviso. La mamma rimase impassibile e pure dopo non disse una parola. Anch'io stetti zitto, la sensazione era che tutto fosse anomalo e, al contempo, ... normale».
L'inizio di un percorso. Venditti l'ha affrontato innanzitutto cercando correlazioni con qualcosa di simile. Lo ha trovato in quella che viene raccontata come la manifestazione di una miriade di Ufo il 27 ottobre 1954 sopra lo stadio di Firenze durante la partita di calcio Fiorentina-Pistoiese (e pure quella volta discese una sostanza strana, la «neve dei dischi volanti»), quindi riflettendo sulla convinzione personale che «tutto viaggia tra l'esperienza visiva e quella mentale». Nel frattempo, di tanto in tanto ritornano... «Non è stato quello l'unico caso strano della mia vita. Ho altri due episodi particolari, indimenticabili. Una volta tornavo con papà da una partita di calcio. Sarà stato il 1960, suppergiù. Erano le 17, sopra una vallata. Apparve una sfera di fuoco, un secondo sole, un sole gemello troppo distante dall'originale perché si potesse parlare di un fenomeno naturale».
L'altro episodio, invece, ci sposta al 1982. Antonello è già affermato, è un divo della musica che gira per tenere concerti. «Erano le 3 del mattino, ero dalle parti di Lucca. Tornavo in auto verso l'hotel assieme al mio tecnico del suono. Eravamo in un bosco e cercavamo una villa bellissima che sapevamo essere vicina all'albergo. Ma non c'era verso di trovare la strada: fummo colti da una sensazione di disorientamento. Eravamo lì, a girare senza costrutto: non se ne veniva a capo. La strada, mentre la percorrevi, si "formava" di nuovo: prigionieri di un labirinto e del tempo».
Da quest'ultima esperienza, Venditti ha maturato convinzioni che non esita a riferire: «Si vuole esplorare il cosmo, e in fondo è logico e legittimo, ma forse si trascura di conoscere meglio la Terra. Credo che sia percorsa da portali spazio-temporali, e certe caverne profonde lo sono: entri e vai in un'altra dimensione. Magari è una prerogativa destinata a persone che hanno una propensione alla telepatia. Mi considero tra queste: sono come gli animali, che avvertono presenze estranee. Una volta, di nuovo in un bosco, ho avuto la percezione della schifosa vicinanza del diavolo».
Ma torniamo al punto di partenza: l'avvistamento dell'Ufo quando era piccolo. Serve una conclusione, su un quesito a questo punto inevitabile: Venditti crede o non crede agli alieni? «Sono più che possibilista: sono maggiormente portato a pensare che esistano, rispetto all'idea che nell'universo si viva da soli. Paura, se incontrassi un extraterrestre? Per nulla. Peggio della morte, che cosa ci può essere?». Sdoganato l'alieno e preso atto che, nell'ipotesi del contatto, non se la darebbe a gambe levate, è naturale che Antonello non tema nemmeno la fatidica data del 21 dicembre 2012, associata a un cambiamento epocale previsto addirittura dai Maya. E se quel giorno gli alieni arrivassero veramente, tanto di guadagnato: «Chiunque ci aiutasse a superare le follie di oggi, sarebbe benvenuto». Nonostante tutto, però, Venditti non scriverà mai «Grazie Ufo». Perché? Perché una canzone che abbraccia determinate tematiche l'ha già composta anni fa: è «Goodbye Novecento» e apre l'omonimo album sulle suggestioni nate per la fine dello scorso millennio. «Nella prima parte canto: "... E dal destino che è scritto, in cielo l'Acquario rinascerà, e un sole gemello apparirà..."». Il «suo» sole gemello di quella sera?

Paola Barale confessa: ho visto un Ufo

Paola Barale
Paola Barale

«Una luce grande, strana che si muoveva lentamente nel cielo stellato, Era successo anche la sera prima ma non l’ho presa troppo in considerazione….. ho detto…sarà il caldo. ma la seconda volta no….». Cosi racconta la sua esperienza paranormale Paola Barale. «Era abbastanza grande, molto più di una stella e con un bagliore intorno. Non poteva essere un aereo, io, almeno, non ne ho mai visti fatti così…. , si avvicina sempre più, si ferma e poi velocissimamente torna indietro e sparisce nel cielo…..avete mai visto un aereo indietreggiare? io no…..». Così Paola Barale manda un messaggio ai suoi amici e non c’e n’è uno che le creda finché su “La Gazzetta del Mezzogiorno”  fa una scoperta. Un articolo sul suo Ufo, avvistato da alcune persone durante una festa di laurea la sera del 26 luglio. Negli stessi giorni altre segnalazioni sono state raccolte nell’Avellinese.Tutti hanno fumato la stessa cosa o quello era un ufo?

Anna Falchi ha visto un disco volante vicino a casa sua

Anna Falchi
Anna Falchi

Anna Falchi durante la trasmissione Victor Victoria ha dichiarato che ha visto un ufo. Una mattina è stata svegliata da un disco volante luminoso di colore bianco  che si librava su un prato proprio vicino casa sua. L’attrice per la paura si è nascosta nell’armadio insieme alla mamma. Lei pensa che siano degli esperimenti segreti perché le autorità ed i militari non ci dicono tutto. Forse, pensa, sono nuovi mezzi di trasporto. Dopo un poco l’oggetto se ne andava. Era un  disco volante in piena regola anche con i classici sostegni alla base. La Falchi ha dichiarato che non è assolutamente scettica ed è aperta ad ogni ipotesi. Ha detto di aver visto per ben due natali consecutivi questo strano ovni atterrare nel giardino vicino casa sua. All’episodio sembra che abbia assistito anche suo fratello. La Falchi dice di aver anche parlato e raccontato la sua esperienza agli ufologi e di non aver mai detto nulla in pubblico fino ad ora perchè l’avrebbero presa per pazza. Si tratta di un pregiudizio contro cui noi del CUBMGC abbiamo cozzato spesso.Un argomento a sostegno della credibilità della storia è quello per cui lei sicuramente non è un personaggio che ha bisogno di farsi pubblicità in questo modo. Qualche critico ha detto che quello che lascia perplessi  è il fatto che il presunto atterraggio dell’oggetto volante non identificato nel suo giardino non ha lasciato tracce. Di contro si può affermare che non è detto che l’ovni sia effettivamente atterrato. Infine, possiamo tranquillamente affermare che con gli ufo nulla è scontato e non è detto che debbano necessariamente lasciare delle tracce al suolo…specie se non lo toccano!

Sara Tommasi tra porno, rapimenti alieni e microchip, una bufala?

Sara Tommasi
Sara Tommasi

Intrappolata nella morsa dei riflettori, la showgirl (con laurea in Bocconi) si è arenata nelle sabbie mobili del gossip nostrano. Oggi con un mix fatto di scene hard e ufo abduction, ieri invece…

 


Gli alieni
Partiamo dall'ultima sparata: per giustificare la sua partecipazione al film porno La mia prima volta ha dichiarato di essere stata spinta dagli alieni. «Alcuni giorni prima di entrare in questo ambiente ho avuto un contatto con entità aliene che mi hanno impiantato un microchip nel cervello con lo scopo di diffondere l'amore nel mondo  Due di loro sono stati sempre presenti di nascosto sul set», ha raccontato al Resto del Carlino.

Gli alieni atto primo
La storia del microchip non è nuova: la Tommasi aveva raccontato a Diva e Donna nel febbraio 2011 di essere stata costretta stata costretta a concedersi dai servizi segreti che le hanno impiantato dei microchip per controllare a distanza i suoi comportamenti.

Gli alieni atto secondo
Il regista della pellicola afferma di aver trovato immediatamente un particolare feeling con la soubrette. È in effetti possibile che un ruolo l'abbia giocato il comune interesse per i fenomeni paranormali. Aggiunge, in ogni caso, che non di sola affinità elettiva si tratta, ma che il rapporto professionale è corredato da regolare contratto. Contratto che prevede anche una serie di sexy show a scopo promozionale in giro per l'Italia.

Columbro annuncia gli alieni per il 2012, ci porterannno il pezzo di Dna che ci manca (intervista)

Marco Columbro
Marco Columbro

Prendete uno come Marco Columbro. Ce lo si ricordava soprattutto come ex attor giovane, un caratterista generico, un po’ un Luca Barbareschi non passato in politica, per capirsi. Invece si scopre che è dal 1986 che tiene conferenze spirituali, ha fatto avanti e indietro dal Tibet, sa tutto di universi paralleli.
Ieri, serio serio come se strologasse di Fantacalcio, se n’è uscito sulla Gazzetta dello Sport con un’intervista in cui ha spiegato:

Nel 2012 ci sarà un'invasione pacifica dei nostri fratelli cosmici. Sarà una chiara manifestazione fisica della loro esistenza, un evento che annullerà le bugie che da 60 anni ci raccontano i governi.

Qual è lo scopo di questo primo contatto ?


Gli alieni ci diranno esattamente da dove veniamo a partire dal fatto che il nostro dna è stato portato qui su un'astronave. Ci insegneranno a riattivare quella parte di dna che ci è stata volutamente staccata per mantenerci inferiori.Sapremo la verità, diventeremo esseri di grande livello intellettuale e spirituale. Per noi sarà la fine di un mondo e l'inizio di un altro, migliore.


Migliorerà anche la terra ?


Gli alieni hanno gli strumenti per recuperare il pianeta nel giro di pochi minuti. Toglieranno l'inquinamento in un attimo.


Da quanto tempo preparano il primo contatto?


Sono tra noi da decine di anni, con incarichi anche molto importanti. Sfruttano i cosiddetti Walk-in, in cui le anime extraterrestri propongono all'umano un accordo : salvare il suo corpo dalla morte prendendone possesso. Così durante il coma esce l'anima della persona e entra l'alieno. altri arrivano con le astronavi e dopo aver seguito dei corsi sulle nostre abitudini, vengono inseriti nella popolazione.

Lei è stato in coma ?


Si, per tre settimane nel 2001. Ma non ho avuto esperienze particolari.

Ha mai avuto contatti diretti con i fratelli cosmici ?
Ho avuto un incontro a New York, dopo un convegno di ufologia, nel cielo sopra la 54° strada , ho visto una luce sferica enorme, poi sono diventate tre e hanno formato un triangolo. E si sono messe a ruotare. Erano loro, ci salutavano.

Ronald Reagan, presidente degli Stati Uniti ha visto un Ufo

Ronald Reagan
Ronald Reagan

«Guardavo fuori dalla finestra e ho visto una luce bianca. Si muoveva a Zig-zag. Sono andato dal pilota e gli ho detto: "Hai mai visto una cosa del genere?", lui era scioccato e ha risposto: "Mai". "Seguiamolo", gli ho suggerito. Lo abbiamo seguito per un po' ma improvvisamente è scomparso verso il paradiso. Quando sono sceso dall'aereo ne ho parlato a Nancy»

Fran Drescher è stata rapita dagli alieni

Fran Drescher
Fran Drescher

Io ed il mio ex marito Perter abbiamo entrambi visto gli alieni prima di conoscersi. Li abbiamo visti entrambi mentre eravamo in macchina con i nostri papà. Eravamo entrambi al liceo. Pochi anni dopo ci siamo conosciuti ed abbiamo capito di aver avuto la stessa esperienza. Penso che in un certo senso eravamo programmati per conoscerci. Abbiamo entrambi una ferita nello stesso posto. È dove c’è il chip.

Fran Drescher stavolta non scherza. L’attrice che per sei stagioni ha interpretato La Tata ha dichiarato di essere stata rapita, poco più che un’adolescente, dagli alieni. Non solo, gli omini verdi le avrebbe impiantato un microchip. La stessa cosa sarebbe successa anche all’ex marito Peter Marc Jacobson. Strano che questi due abbiano divorziato: avevamo così tante cose in comune.

John Lennon ebbe un'esperienza di contatto alieno

John Lennon
John Lennon

Oggi vi riportiamo una storia davvero singolare, nota forse a pochi se non agli addetti del settore.
Sembra infatti che John Lennon, famosissimo membro dei Beatles, abbia avuto nella sua vita un'esperienza di contatto alieno a tutti gli effetti.

"Era verso la metà degli anni Settanta e stavamo mangiando in un ristorante di New York. C’era anche Yoko"... iniziava così un incredibile articolo del quotidiano britannico “The Telegraph” che nel ‘96 riportava i contenuti di una conversazione fra John Lennon ed un cronista suo amico, il cui nome è rimasto peraltro ignoto. Non era
ancora nato Sean, frutto dell’unione fra John Yoko, e il periodo che l’ex Beatle e la sua compagna, incinta di alcuni mesi, stavano vivendo, era stato burrascoso.
Si erano trasferiti a New York City nel 1971. La città aveva accolto a braccia aperte quei due strani signori, magri e non troppo ben visti dall’Immigration USA, né dall’FBI, dati i passati trascorsi di Lennon come “radicale”, artista arrabbiato e politicamente scomodo (un pesce fuor d’acqua nella vecchia Inghilterra, ormai pronta ai furori del movimento punk) e avevano acquistato un sontuoso appartamento al Dakota, sulla 72.ma Strada Ovest, a pochi metri dal Central Park. Manhattan era perfetta per lui. Lo seguivano, lo tenevano d’occhio, il suo fervore politico non piaceva agli Americani, ma a New York tutto era possibile. Fu in un bar, di tardo pomeriggio, che John raccontò all’amico Uri Geller di una sua esperienza che lo aveva profondamente
scioccato e che aveva preferito tenere per sé. Si erano sistemati in un tavolo appartato, lontano dai curiosi.

Una luce accecante

John aveva incontrato degli esseri che, secondo lui, non potevano esistere su questo pianeta. Erano diversi da noi, logico quindi che chiedesse lumi proprio a Geller, il più famoso sensitivo del mondo, il cui nome era balzato agli onori delle cronache in quegli anni. Come il belga Croiset, Geller non “piegava solo i cucchiaini”, lavorava
con polizie di Stato e servizi di intelligence di mezza Europa, per ritrovare persone scomparse, esattamente come accaduto recentemente qui in Italia, con il caso di Chiara Bariffi, la sfortunata ragazza il cui corpo è stato rinvenuto, grazie ai suggerimenti della sensitiva Maria Rosa Busi, all’interno della sua auto, nel lago di Como.
Lennon raccontò che quella notte, doveva essere il Febbraio-Marzo 1977, stava dormendo, con Yoko al suo fianco, nella camera da letto nel “flat” del Dakota. Improvvisamente, una luce. Lennon sentì di dover aprire gli occhi, qualcosa lo stava richiamando, ma non era una voce, era una luce, fortissima che proveniva dalla stanza attigua, filtrava attraverso la porta. Un “pattern” o “modello” nella fenomenologia delle abductions, questo della luce quale prima sensazione di una “presenza anomala” che potremmo definire fra i contrassegni di una possibile esperienza di contatto o di “rapimento”. Lennon pensò a degli intrusi, qualcuno che fosse riuscito ad entrare nell’appartamento, si alzò di scatto e si slanciò verso la porta della stanza, la spalancò e si trovò davanti quattro quattro esseri, molto piccoli, sembravano simili ad insetti, ma umanoidi. Avevano grandi occhi, inespressivi e lo stavano fissando.

Il silenzio

A chi sia capitata un’esperienza del genere, ciò che vide Lennon non giunge nuovo. Corpi grigiastri, che sembrano improvvisamente comporsi, agglomerarsi come pulviscolo luminoso, possono apparirti improvvisamente, senza preavviso e senza chiedere il tuo permesso, penetrano nel tuo spazio-tempo vitale, ne fanno parte, evidentemente, ma ancora più evidentemente, sono “sbagliati” non dovrebbero essere lì, è impossibile e fai fatica a convincerti che non stai sognando. Come si sa, nel caso di John Lennon, l’artista non aveva mai fatto mistero delle sue esperienze psichedeliche, nè all’epoca dei Beatles, né dopo. Ma quella sera no, non aveva assunto sostanze, né alcol. Era andato a dormire sobrio e si era svegliato lucidissimo e impaurito, di soprassalto. Qualcuno potrebbe obiettare su un possibile “ritorno” di Lsd nel suo cervello, ma Lennon disse a Geller che lo escludeva del tutto, quelle “persone” erano lì per davvero, e la loro presenza era reale. Sentendosi soggiogato da un’immanente forza psichica, cercò di reagire e di scacciarli fisicamente, ma non ci riuscì. Le loro capacità mentali lo avevano bloccato. Un altro dei “pattern” delle abduction: la sensazione di immobilizzazione e di impotenza che il soggetto prova nel momento del primo contatto. Non si sfugge. Molti ricorderanno Travis
Walton, il taglialegna di Snowflake, Arizona, che a metà degli anni ‘70 fu protagonista di un drammatico, ma a lieto fine, caso di rapimento, avvenuto sotto gli occhi di testimoni, i suoi compagni di lavoro. All’interno dell’astronave, Walton, al suo risveglio dalla “catalessi” in cui era stato indotto, si ritrovò circondato da un gruppo di “Grigi”, ai quali riuscì a sfuggire, scrollandosi dalla loro presa molto facilmente. Ma cosa era successo veramente, com’era arrivato dentro quell’astronave? Il ricordo riemerse solo in seguito alle sedute di ipnosi regressiva condotte dal dottor James Harder e con la supervisione dell’astronomo Allen Hynek. Lennon, a quanto si sa, non si sottopose mai ad ipnosi per ricostruire quegli eventi. La sua memoria però non rispondeva, era stata cancellata e solo confusamente ricordava sprazzi dell’esperienza, e poi se ne erano andati e lui si era
ritrovato sdraiato sul letto, accanto a Yoko, ma sopra le coperte. Yoko, in quel momento era sveglia e intuiva che qualcosa non andava. Lennon non seppe rispondere, ma in mano aveva un oggetto, metallico, ovoidale. Glielo avevano lasciato loro. Lo regalò a Geller, che lo custodisce ancora oggi.

Morgan Freeman: non siamo soli nell'universo, ma gli extraterrestri potrebbero rivelarsi ostili

Morgan Freeman
Morgan Freeman

L'attore Morgan Freeman ritiene che non siamo soli nell'universo, ma se incontrassimo gli extraterrestri questi potrebbero rivelarsi ostili.
L'attore Morgan Freeman, famoso per il film Deep Impact dove interpreta il personaggio del presidente degli USA, che deve annunciare al mondo l'arrivo di una cometa contro la terra. Avrebbe detto in una intervista al The Huffington Post che ritiene che non siamo soli nell'universo, che chi si presenta sulla terra potrebbe avere intenti benevoli, ma qualora fossimo noi a presentarci da qualche parte, allora potrebbero essere ostili in quanto vedrebbero l'uomo come una minaccia.
Nell'ultimo episodio della serie Science Channel, dal titolo  "Riuscieremo a sopravvireve al primo contatto?" si affrontano temi che vanno dai modi creativi degli scienziati che affinano la loro ricerca della vita intelligente nell'universo fino ad arrivare alla possibilità che gli alieni possano rivelarsi guerieri o predatori senza scrupoli Mentre nell'episodio uno Search for  Extraterrestrial Intelligence lo scienziato il dottor Laurance R. Doyle, spiega come una pendenza di una linea che rappresenta la frequenza dei segnali individuali all'interno di un flusso (di segnali) indica se il flusso contiene un sistema linguistico o di conoscenza. Questa teoria potrebbe contribuire a decifrare i messaggi.

Russel Crowe vede un Ufo e posta il video online

Russell Crowe avvista un Ufo e pubblica il video in timelapse su Twitter. L'attore australiano stava cercando di immortalare alcuni pipistrelli quando ha visto un oggetto luminoso spostarsi da una parte all'altra dello schermo. Numerosi i commenti dei fan che ipotizzano un riflesso del flash sul vetro e parlano di un filmato vecchio di quatto anni. «Canon 5D, no flash, non può essere un riflesso della lente perché si muove, mentre la telecamera è fissa» scrive l'attore. Ma i dubbi restano.

Reinhold Messner vide un Ufo per 3 ore sull'Himalaya

Reinhold Messner e Ufo sull'Himalaya
Reinhold Messner e Ufo sull'Himalaya

L'italiano Reinhold Messner, uno degli alpinisti più importanti del mondo, ha detto di aver visto un UFO "delle dimensioni di una luna piena" per quasi tre ore, salendo sull' Himalaya e più precisamente a Katmandu, in Nepal nel 1981.
Disse che notò l'UFO come alla deriva a sud del Nepal dal Tibet sulle montagne innevate possenti.

"Si muoveva molto lentamente". "Si è mosso verso est e poi è andato di nuovo a sud ovest e scivolò infine a nord in Tibet." Il suo compagno di cordata Doug Scott, un insegnante inglese avvistò anche lui l'oggetto, cosa che fece anche una vicina spedizione polacco-britannica, ma in un momento diverso.

"Non potrebbe essere un satellite perché si muoveva in maniera ellittica, i movimenti di questo oggetto erano irregolari."

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