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Incontri ravvicinati del 3° tipo

Incontri ravvicinati del 3° tipo
Incontri ravvicinati del 3° tipo

Oltre alla visione dell'oggetto non identificato a meno di 200m, si aggiunge l'incontro con i presunti occupanti dell'UFO. 

Secondo le testimonianze, questi alieni possono avere intenzioni ostili, amichevoli o indifferenti a seconda della razza a cui appartengono.

1947, 14 Agosto - il caso del professor Johannis

Ufo del Prof. Luigi Rapuzzi Johannis - Ricostruzione
Ufo del Prof. Luigi Rapuzzi Johannis - Ricostruzione

Uno dei primi casi di Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo ( IR3 ) degno di nota è quello che ha come protagonista il professor Luigi Rapuzzi Johannis, un noto pittore e scrittore di fantascienza italiano che, mentre passava l'estate sui monti del Friuli Venezia Giulia è stato vittima di un'inconsueta aggressione da parte di una coppia di extra-terresti.

Questo avvenne appena 50 giorni dopo la prima segnalazione U.F.O. documentata da parte del famoso pilota statunitense Kenneth Arnold.

 

Il caso

 

Alle 09.14 del 14/08/1947, mentre percorre un sentiero lungo un torrente di montagna, il professor Luigi Rapuzzi detto "Johannis" vede davanti a sé, in un boschetto di abeti, un disco volante dal color rosso acceso, a forma di lenticchia, "incastrato" in un crepaccio del massiccio centrale Carnico.

Lo strano oggetto aveva un diametro di circa 10 metri ed era sormontato da una cupola centrale con un'antenna telescopica. Avvicinatosi all'oggetto, scorge, a qualche decina di metri, 2 personaggi naniformi. 

Inizialmente, l'uomo li scambia per 2 pastorelli e li chiama indicando l'oggetto. I 2 allora si incamminano lentamente verso di lui; arrivati a pochi metri, il professore impietrisce di fronte a quegli strani esseri. 

 

I 2 presunti alieni
I 2 presunti alieni

I 2 alieni indossano una tuta color nero-azzurro composta di un materiale tipo "plastica", su di essa si notano una cintura ed un collare di colore rosso acceso; vi sono collari simili anche ai polsi e alle caviglie. 

Le loro teste sono molto più grandi di quelle umane, sproporzionate rispetto al corpo che arriva a stento a 90 centimetri ( in tutto sono alti 1.30 metri circa); il testimone li paragona a delle "caricature umane"; non sembrano avere capelli e indossano una specie di cuffia aderente di color marrone tipo passamontagna. 

La pelle dei loro volti appare di un colore verde che richiama quello dell'argilla bagnata; il naso appare diritto, sottolineato da un'incisione ad accento circonflesso ( la bocca ). 

Gli occhi sono enormi, color giallo-verde, sporgenti e rotondi; la pupilla è verticale, formata da una linea sottile come quella dei gatti o dei rettili.

Anche se da lontano ricordavano la fisionomia umana, la completa assenza di ciglia e sopracciglia, la presenza di una pupilla verticale e di un anello che circonda la base degli occhi conferiscono comunque loro un aspetto assolutamente insolito. Stupito da tale visione, il professor Johannis, con l'agitazione nella voce, chiede alle creature di identificarsi, indicando con la piccozza il disco a cupola che gli sta davanti. 

Il gesto viene probabilmente interpretato come una minaccia, dato che il professore vede uno degli esseri naniformi estrarre dalla cintura un'arma, da cui esce uno sbuffo di fumo che lo getta immediatamente al suolo e gli strappa di mano la piccozza, come per un incantesimo.

Poi i 2 umanoidi si avvicinano al professore e si impadroniscono dell'attrezzo: a quel punto Johannis si accorge con spavento che le mani dei 2 aggressori contano 8 dita ciascuna, di cui 4 opponibili. 

In quel momento, il professore può osservare anche il petto dei 2, che ansima come quello dei cani dopo una corsa. 

Poi le 2 creature si arrampicano sul loro apparecchio che, qualche minuto dopo, si alza nell'aria e scompare. Johannis nota, in seguito, che oltre alla picozza, gli esseri hanno preso alcuni elementi del suo equipaggiamento fatti di alluminio.

 

1 dei 2 alieni
1 dei 2 alieni

Ritenendo che l'esperienza da lui vissuta poteva apportare un interessante contributo allo studio dei fenomeni extraterrestri, il professor Johannis invia il resoconto della sua avventura alla rivista L'Europeo, che gli risponde chiedendogli prove tangibili del suo strano incontro. 

La rarità di racconti di questo tipo, nel 1947, induceva a uno scetticismo maggiore che ai nostri giorni. 

Per corroborare la sua testimonianza, il professore intraprende un'inchiesta nel villaggio più vicino al luogo dove si erano svolti i fatti: 2 persone, un vecchio e un ragazzino, affermano di aver visto nello stesso giorno, separatamente, un oggetto che poteva somigliare a un aeroplano; il primo alle 8,30 del mattino, il secondo alle 10. 

Il vecchio precisa di aver notato un globo rosso «trasportato dal vento» mentre era seduto nella piazza del villaggio. 

Il bambino ha visto una palla rossa «come quelle che ci sono alla fiera» alzarsi a rapidità fulminea e sparire nel cielo. 

Il Professor Johannis morì a Milano il 21 settembre 1968 all'ospedale Niguarda ( Ca' Granda ) a causa di un tumore. 

In vita fu un pittore futurista, appartenne a Circolo Futurista Friulano di Udine, negli anni 1922/1928; ove conobbe Ernesto Michaellis, anch'egli pittore futurista, che diventò un noto ufologo negli anni '50 assumendo lo pseudonimo "Thayaht". Nel 1947, poco dopo l'incontro ravvicinato, si recò clandestinamente a New York, dove eseguì diversi lavori di restauro e decorazioni murali a Manhattan e nella chiesa di San Francesco a Glen Cove.

Fu in quel periodo, memore della sua esperienza, che iniziò a leggere notizie sugli UFO ed a frequentare strani personaggi. 

Tra questi conobbe Ray Palmer, il quale gli presentò George Adamsky, il famoso contattista.  

 

C'era una volta un pianeta ... By L. R. Johannis
C'era una volta un pianeta ... By L. R. Johannis
Quando ero "aborigeno" By L. R. Johannis
Quando ero "aborigeno" By L. R. Johannis

Pare che Adamski ebbe in prestito dal Prof. Johannis un dattiloscritto intitolato "I Signori della Fiamma"; un romanzo appena terminato che lo scrittore avrebbe voluto pubblicare unitamente a "C'era una volta un pianeta" e "Quand'ero aborigeno". Tale dattiloscritto non venne più restituito al professore; anzi, venne usato come spunto per le deliranti farneticazioni professate da Adamski.


www.mondourania.com

Il caso di Lonnie Zamora

L'avvistamento Ufo di Lonnie Zamora by ufo-explorer.com
L'avvistamento Ufo di Lonnie Zamora by ufo-explorer.com

A1, A2, A3 – Simboli e variazioni alternative.

B1 – Simbolo reso, sulla base di descrizione data agli investigatori autorizzati da Zamora

B2 – Disegno di Hynek del simbolo

Il simbolo visto da Lonnie Zamora
Il simbolo visto da Lonnie Zamora

Lonnie Zamora - Magdalena 07/09/1933 – Socorro 02/11/2009

 

è stato un poliziotto statunitense, noto per aver sostenuto di essere stato testimone di un avvistamento UFO. Dionicio E. Zamora, detto Lonnie, fu per 15 anni un ufficiale della polizia statunitense di stanza nella città di Socorro, nel Nuovo Messico. Dopo 23 anni di servizio fu congedato dal reparto T6 della Guardia Nazionale. Secondo il racconto di Zamora il presunto avvistamento sarebbe avvenuto il 24 aprile 1964, mentre era in servizio nella sua città. Tali affermazioni furono oggetto di una notevole attenzione mediatica.

Il racconto di Zamora

Secondo il racconto di Zamora, l'avvistamento sarebbe avvenuto il 24/04/1964 verso le 17.45 durante un inseguimento effettuato con un'auto di servizio su una strada a sud di Socorro. Zamora racconta l'evento con queste parole:
« Durante un inseguimento lungo la statale, udii un'esplosione avvenuta presso un deposito di dinamite e vidi delle fiamme. Subito interruppi l'inseguimento per investigare e lasciai la statale per imboccare una strada sterrata. Anche se indossavo occhiali da sole, non avevo dato molta attenzione alle fiamme, dato che ero disturbato dal sole. Era sereno, con pochissime nubi disseminate su una vasta area del cielo. Dopo aver visto fiamme arancio-azzurrognole, sentì chiaramente un rombo la cui frequenza oscillò per un certo tempo, fino a dissolversi. Ad un certo punto il motore dell'auto si spense; cercai con difficoltà di ripartire per avviarmi verso la ripida collina, cosa che mi riuscì solo al 3° tentativo, ma non sentì altri rumori.

Nei successivi 10-15 secondi, procedendo verso ovest, mi resi conto di ricordare la precisa posizione della baracca.

Vidi verso sud un oggetto luminoso a circa 137-183 metri circa di distanza dalla mia auto. Pensai ad una macchina rovesciata, con 2 persone prigioniere nell'abitacolo. Ma dovetti ricredermi: era in realtà un oggetto di forma oblunga, sembrava di alluminio lucido, biancastro e cromato. Chiesi aiuto via radio. Per un breve intervallo di tempo, potei osservare, vicine all'oggetto, 2 persone che indossavano una tuta bianca.

Questi individui sembravano persone normali - o 2 adulti di bassa statura o persino dei bambini obesi. Mi avvicinai all'oggetto, comunicando alla stazione di polizia ciò che stavo osservando: verificavo quello che credevo essere un'auto che si trovava nell'arroyo. ( un letto di un ruscello in secca). Quando mi fermai, scesi dalla mia auto di servizio e attesi una risposta. Poi iniziai ad avviarmi a piedi verso l'oggetto.

Ad un certo punto sentì un rombo fragoroso, ma strano e più mi avvicinavo, più era intenso, ma non come quello di un aereo a reazione. L'oggetto produceva un rumore ad una frequenza inizialmente rapida e bassa crescente in volume. Nello stesso istante lo vidi lentamente alzarsi mentre sotto di lui si formavano fiamme blue e arancioni. L'oggetto mentre si sollevava alzava molta polvere. Dopo essere sceso dall'auto persi gli occhiali, fuggii e inizi a correre verso nord, a questo punto l'auto si trovava in mezzo, tra me e l'oggetto. Diedi uno sguardo all'indietro un paio di volte e questa volta lo notai decollare a circa 6-8 mt di distanza. Mi allontanai sempre di più; ad un certo punto mi accovacciai a terra, proprio sul bordo della collina. Ripresi a correre, e dopo aver percorso altri 15 metri, vidi l'oggetto sopra l'auto. Scavalcai la collina e mi misi nuovamente a correre, poi mi fermai in quanto non sentivo più il rombo. A questo punto cambiai idea e tornai indietro,verso l'oggetto ma improvvisamente mi buttai a terra coprendomi la faccia con le braccia. Alzai lo sguardo, e vidi che si stava allontanando. Dava l'impressione di procedere in linea retta, ad un'altezza di circa 3-4 metri. Stava decollando e accelerando molto velocemente. Raccolsi i miei occhiali da sole, salii in auto e contattai Nep Lorez, l'operatore radio della stazione di Polizia, e gli chiesi: "guarda dalla finestra, vedi un oggetto?". Nep mi chiese, di quale oggetto stai parlando? Gli risposi "Un oggetto, che rassomiglia ad un pallone". Non sapevo se lo avesse visto. Se Nep avesse guardato dalla finestra esposta a nord, non avrebbe potuto vederlo, ma non gli dissi da quale finestra avrebbe dovuto guardare. Nel momento in cui chiamai Nep, lo potevo ancora osservare. Sembrava alzarsi lentamente, mentre diventava sempre più piccolo distanziandosi ad una velocità eccezionale. Appena fu sopra la montagna scomparve. Non produceva più fiamme, viaggiava poco sopra il suolo, senza rumore ne fumo.

 

Ndr: Zamora fu presto raggiunto da un collega, il sergente Chavez, che non vide il presunto oggetto.

 

Diedi per radio la mia posizione a Nep Lorez e al Sergente M.S. Chavez in modo che potessero raggiungermi. Giunto sul luogo dell'atterraggio, notai che tutti i cespugli erano bruciati.

Alla radio il sergente Chavez mi disse che stava arrivando. Quando arrivò, mi chiese che problemi c'erano, e perché stavo sudando, e per quale motivo ero così pallido. Chiesi al sergente di venire a vedere ciò che avevo visto io: entrambi rilevammo tracce dei cespugli bruciati. La prima volta che vidi l'oggetto ( quando pensavo che fosse un'auto ), osservai quelle che sembravano essere 2 gambe. In quel momento non feci molta attenzione a questo particolare ( pensavo infatti che fosse un incidente ) la mia attenzione era sulle persone, non facevo certo attenzione a 2 gambe. Queste erano situate nella parte bassa dell'oggetto, inclinate verso l'esterno rispetto al terreno e sopra di esse l'oggetto era sollevato a circa 1-1,5 mt da terra. Non ricordo la seconda volta per quanto tempo vidi l'oggetto: dal momento in cui scesi dall'auto, lo osservai, corsi verso di lui, saltai sul bordo della collina, ritornai all'auto e alla radio, ed infine dalla sua scomparsa, passarono forse 20 secondi. Il microfono dall'emozione mi cadde, scesi dall'auto a mi incamminai a piedi verso l'area dell'evento e sentii, in poco meno di un secondo, circa 2 o 3 suoni come dei "tonfi", come se qualcuno stesse usando un martello, o stessero chiudendo con difficoltà una porta. Questo prima di sentire il frastuono. Non vidi più nessuno sul luogo dell'atterraggio. Poco prima che arrivasse il Sergente Chavez, presi una penna e disegnai le insegne che avevo osservato sull'oggetto. »

Testimonianze, investigazioni e pubblicità

Nel giro di qualche ora, le parole di Zamora raggiunsero i notiziari: lo ascoltarono molte persone che stavano ascoltando per radio la situazione del traffico, compresi alcuni giornalisti. Nel giro di pochi giorni i reporter dell'Associated Press e del United Press International arrivarono a Socorro. Entro 2 giorni giunsero sul luogo membri dell'APRO, un gruppo di specialisti di ufologia composto da civili.

Furono presenti anche ufficiali rappresentanti dell'U.S.Air Force responsabili del ( Progetto Blue Book ). Gli esperti del NICAP giunsero sul luogo solo il martedì successivo.

Il primo fu Ray Stanford, che scrisse nei mesi successivi un libro dettagliato sull'evento.

Socorro "Saucer" in a Pentagon Pantry by Ray Stanford
Socorro "Saucer" in a Pentagon Pantry by Ray Stanford

Testimonianze   


Diversi testimoni, indipendentemente dall'avvistamento di Zamora, affermarono di aver osservato un velivolo a forma di "uovo" che emetteva delle fiamme bluastre, approssimativamente, nello stesso momento e nella stessa area dell'incontro riferito da Zamora. Alcuni di loro lo fecero pochi minuti prima delle parole di Zamora alla radio.
Il ricercatore Ray Stanford scrive, nel suo libro, di un nutrito numero di testimoni considerati attendibili, compresi 2 turisti, Paul Kies e Larry Kratzer, che in auto stavano avvicinandosi a Socorro da sud-ovest, a meno di 1.609 mt. dal luogo dell'atterraggio. Apparentemente furono anche loro testimoni dell'atterraggio e riferirono di aver osservato delle fiamme e della polvere brunastra che si sollevava.

La loro storia fu diffusa dal Telegraph-Heral di Dubuque, Iowa, pochi giorni dopo il loro ritorno. Una famiglia di 5 persone, turisti provenienti dal Colorado, e diretti verso nord, videro un oggetto ovale volare, ad una quota molto bassa che procedeva da est ad ovest, verso la città di Socorro. L'oggetto passò a pochi metri di altezza, direttamente sopra la loro auto. Dopo l'incontro si fermarono a Socorro per fare benzina. La loro identità non fu mai rivelata, ma la storia fu raccolta da un operatore di una stazione di servizio, un tale Opal Grinder, che raccontò dell'incidente, e che riconfermò 3 anni dopo in una deposizione giurata. Secondo il Grinder, uno di loro testimoniò : "strano, i velivoli volano molto basso da queste parti !", infatti l'oggetto aveva sfiorato il tetto della loro auto. L'uomo era preoccupato, in quanto il velivolo non giungeva dal vicino aeroporto, ma dalla highways situata ad est. Vide anche un'auto della polizia diretta verso la più vicina collina, pensando ad una qualche forma di assistenza. ( Stanford, p. 16 ). Sempre secondo Stanford, un altro testimone ha chiamato la televisione di Albuquerque attorno alle 17:30, per riferire di aver osservato un oggetto ovale a bassa quota, che viaggiava lentamente verso la città di Socorro. ( Stanford, p. 82 ). Stanford aveva anche registrato la presenza di un gran numero di testimoni che aveva sentito durante l'atterraggio, un forte fragore. Uno dei addetti all'ufficio dello sceriffo di Socorro, affermò di aver ricevuto la segnalazione di "centinaia di persone", che avevano sentito un fragore verso la zona sud della città. Stanford, personalmente raccolse la testimonianza di 2 donne che sentirono poco prima delle 18.00 2 fragori distinti, separati fra loro di qualche minuto. ( Stanford, pp. 85–87 ).


Ulteriori riscontri

Stanford nel suo resoconto afferma che oltre alle testimonianze precedenti, vi sono state altre 3 persone che chiamarono immediatamente la polizia stradale, prima che l'evento venisse reso pubblico. Nell'Ottobre 2009, Stanford, per la prima volta, ha rivelato che il Sergente Chavez, il primo poliziotto che venne in aiuto a Zamora gli aveva confidato privatamente che anche lui aveva visto l'oggetto rapidamente ripartire verso ovest, in direzione delle montagne.

Inoltre, quando Chavez arrivò per primo sulla scena, entro un minuto o due la partenza dell'oggetto, notò che i cespugli stavano ancora bruciacchiando, e che Zamora appariva sotto shock. Successivamente arrivarono, in supporto alle investigazioni altri poliziotti. Chavez, dopo molto tempo, disse a Stanford, che qualunque cosa abbia prodotto sul terreno questi segni rettangolari a forma di cuneo, erano come penetrati nel terreno umido. La presenza di tracce simili, in un terreno in queste condizioni, faceva pensare che fossero state appena create.

Investigazione dell'Air Force

La sera dell'incontro, Zamora venne interrogato dal Capitano dell'Esercito, T.Holder, e dall'agente dell'FBI, Arthur Byrnes Jr. Tuttavia, per ragioni che non sono mai state chiarite, chiesero di non rivelare la loro presenza sul luogo. ( Druffel,213 ). Zamora allora immaginò che l'oggetto potesse essere un qualche tipo di aereo super segreto. Holder smentì tale ipotesi, e su un quotidiano di Socorro affermò che nessuna missione militare in quel momento avrebbe potuto riprodurre le forme dell'oggetto avvistato.
Dopo aver raccolto la testimonianza di Zamora, Holder e diversi ufficiali della polizia militare, si recarono sulla scena dell'atterraggio. Usando delle torce elettriche, recintarono il sito, presero diverse misure, raccolsero dei campioni di sabbia e frammenti di cespugli bruciati. La voce che secondo la quale venne ritrovata della "sabbia fusa", non ebbe conferma; persino Hynek, durante le sue investigazioni, disse che non aveva sentito nulla del genere. ( Druffel, 218 )
Il giorno successivo, una Domenica, Holder chiamò il Colonnello al Joint Chief of Staff. Come giovane Capitano, Holder fu sorpreso e nervoso nel dover riferire dell'evento ad un ufficiale di così alto grado. Al comando del colonnello, Holder riportò la sua investigazione, sfruttando una speciale linea criptata. Qualche anno dopo, Holder meravigliato si domandava, del "... perché i militari fossero così interessati a questo tipo di eventi? ...".
L'astronomo Allen Hynek, consulente del progetto Blue Book, arrivò giovedì a Socorro, era il 28 aprile 1964. Incontrò Zamora e Chavez, procedendo successivamente con un'intervista. Hynek e il Maggiore dell'Air Force, Hector Quintanilla, inizialmente avevano pensato che l'avvistamento avesse a che fare con un test del modulo lunare Apollo, ma esclusero tale ipotesi dopo una approfondita investigazione. ( Druffel,213 ). In un memorandum Hynek scrisse che "Zamora & Chavez erano prevenuti nei confronti dell'Air Force", in quanto tale istituzione lasciò intendere che considerava la storia come una burla. Notò come Zamora fosse "piuttosto arrabbiato per essere fatto passare per bugiardo". Hynek ci mise più di un'ora e mezza per "sciogliere il ghiaccio", e ascoltare finalmente la sua versione come unico testimone. Hynek scrisse anche che l'Air Force: "Insinuò che l'incontro attribuito a Zamora avesse a che fare con un aereo militare non identificato, ma nessun tipo di aereo conosciuto all'epoca aveva le sembianze di quello osservato da Zamora". Non solo Hynek fu d'accordo, ma lo furono altri esperti, che l'ipotesi di un prototipo super segreto fosse per nulla plausibile.. Inoltre Hynek scrisse: "Penso che questo caso possa rappresentare la Stele di Rosetta di tutti i casi ufologici .... Non si è mai visto un caso di questo genere, così attendibile e con numero di testimoni così elevato." Rilevando infine la sua crescente frustrazione legata al progetto Blue Book, disse "L' Air Force non sa cosa sia la scienza".

Break down of sighting by Blue Book investigators. ( Credit: U.S. Air Force Project Blue Book )
Break down of sighting by Blue Book investigators. ( Credit: U.S. Air Force Project Blue Book )

La Sabbia Fusa

Nel 1968, un fisico e ricercatore UFO James E. McDonald intervistò Mary G. Mayes: durante il dottorato presso l'Università dell'Arizona era studentessa del laboratorio di biologia delle radiazioni. Gli chiesero di "analizzare del materiale e delle piante provenienti dal sito di Socorro". Dopo l'analisi la studentessa restituì i campioni ma di questi non se ne seppe più nulla. ( Druffel, 218 ). Quando venne intervistata da McDonald, la Mayes disse che lei e altri due studenti lavorarono sulle evidenze fisiche del sito di Socorro. La Meyes, disse di aver esaminato il sito il giorno dopo l'evento e di aver raccolto campioni di piante per l'analisi. La Meyes concluse, dopo l'analisi, che le piante probabilmente vennero bruciate dalle fiamme dell'UFO, e che erano "completamente rinsecchite", aspetto piuttosto anomalo in questi casi. ( Druffel, 219 ).

La Mayes non trovò contaminazioni radioattive, ma "due sostanze organiche", che non fu in grado di identificare. ( Druffel, 219 ). Mayes ha confidato a McDonald che esattamente nello stesso luogo in cui si presupponeva fosse atterrato l'oggetto, vi fosse della "sabbia fusa" di consistenza vetrosa. Quest'area di consistenza vetrosa era più o meno di forma triangolare e misurava circa dai 64 ai 76 centimetri, per poi gradualmente assottigliarsi a 2,5 centimetri e con uno spessore approssimativamente di 6,4 centimetri. Per Mayes l'area "vetrosa" sembrava essere stata colpita da un jet a reazione ( Druffel, 219 ). Mayes disse che avrebbe indagato per individuare chi altri avevano analizzato il sito, ma il rapporto di McDonald non da indicazioni se la Mayes avesse o meno contattato queste persone. ( Druffel, 219 )

Velocità ed accelerazione dell'oggetto

Secondo la ricostruzione dell'evento tratto dalla testimonianza di Zamora, passarono 20 secondi dal momento in cui l'oggetto passava da una condizione di quiete ad una rapida accelerazione, che lo ha portato fino al Box Canyon per poi svanire ad una distanza di 9,65 km. Assumendo una accelerazione costante, questi valori si possono utilizzare per calcolare l'accelerazione dell'oggetto, la sua velocità media e la sua velocità finale. L'accelerazione è data dalla formula 2·d/t^{2}>, dove <d> è la distanza di 9,65 km e <t> è il tempo di 20 secondi. La velocità finale dovrebbe essere 2d/t e la velocità media <d/2>. Questo oggetto aveva pertanto una velocità di 3.476 km·h^{-1}, e una velocità media di 1.738 km·h^{-1}, e un'accelerazione di 48 m·s^{-2}, almeno 5 volte la gravità terrestre di 9,8 m·s^{-2}.

Questi valori così elevati escludono qualsiasi spiegazione convenzionale, come un elicottero o un pallone aerostatico.

I più avanzati aerei a reazioni dell'epoca erano in grado di raggiungere accelerazioni e velocità supersoniche del genere, ma nessuna forma di propulsione era completamente silenziosa. I rapporti dell'Air Force sul luogo dell'incidente affermano che non sono state trovate tracce di propellenti chimici, come si sarebbe aspettato da un eventuale motore a reazione. Inoltre, nessun aereo era in grado di effettuare un decollo verticale a tale velocità. L'oggetto ovale descritto da Zamora mancava di ali e altri strutture esterne che avrebbero potuto fornire un valido sostentamento.

 

Sotto, il luogo dell'avvistamento a Socorro con monumento dedicato a Zamora.

 

Per dovere di cronaca, ci teniamo a dire, che il caso in questione è stato dichiarato un falso, o meglio, uno scherzo magistralmente orchestrato da alcuni burloni dell'epoca.

L'astronomo  Donald Menzel dichiara infatti che Zamora sia stato vittima di uno scherzo da parte di alcuni ingegneri di una scuola di specializzazione che "pianificarono l'intero affare per 'fregare' Zamora".

 

Nota da Wikipedia:

 

Alcuni debunker affermarono che la storia fosse uno scherzo. Per L'astronomo *Donald Menzel, Zamora sarebbe stato vittima di uno complicato scherzo messo in scena da ingegneri di una scuola di specializzazione che "pianificarono l'intero affare per 'fregare' Zamora". ( Hynek suggerì questa possibilità ad alcuni cittadini di Socorro ma la scartarono ).

Un anno più tardi **Menzel ipotizzò che Zamora avesse identificato erroneamente un turbine di sabbia. Alcuni giornalisti e ricercatori scettici, tra cui ***Philip J. Klass, prima suggerirono che Zamora avesse identificato per errore un fulmine globulare, poi ***screditando se stessi, cambiarono versione suggerendo che l'avvistamento facesse parte di un fantomatico "Schema Zamora", inventato con l'aiuto del maggior Holm Bursum Jr. allo scopo di incrementare il turismo locale. Nel 1964, Mr. Bursum era proprietario del terreno in cui avvenne l'avvistamento di Zamora. ****Klass sostenne l'ipotesi che Bursum sperava che la storia dell'UFO "costruito" da Zamora avrebbe attirato turisti a Socorro, e di conseguenza il suo terreno diventava luogo di attrazione turistica. Sia Bursum che Zamora smentirono tali accuse considerandole come ridicole, Infatti neanche dopo l'episodio e la vasta eco mediatica ottenuta contribuirono a sviluppare turisticamente la zona.

Nel 2009 il luogo di atterraggio dell'oggetto era esattamente come lo si poteva osservare nel 1964.

 

 

* Ci piacerebbe capire su quali basi l'astronomo Donald Menzel, per essere precisi, sarebbe riuscito a stabilire che l'avvistamento di Zamora sia il frutto di uno scherzo. Perché allora non chiedere al gelataio della zona che conosceva i residenti anche meglio dell'astronomo venuto da chissà dove?

 

** Non bastava la prima ipotesi, ma un anno più tardi, sempre lui, Donald Menzel scredita se stesso formulando una nuova spiegazione e cioè, che Zamora ha scambiato un UFO con un turbine di sabbia. Decidiamoci dunque, è uno scherzo degli ingegneri o un turbine di sabbia?

 

***Quando si dice che al peggio non c'è mai fine, visto che l'astronomo ha sparato le sue, ecco il nuovo arrivato, il giornalista Philip J. Klass, che dichiara che Zamora ha scambiato un UFO  per un fulmine globulare, come se lui che fa il giornalista ne vedesse uno al giorno ( ricordiamo che è un giornalista e non un meteorologo ). Ci teniamo a precisare, che con la sua nuova tesi smentisce l'astronomo.

Ma allora a chi dobbiamo dar ragione? E successivamente, sempre lui, Philip J. Klass, scredita se stesso, dicendo che tutto il caso è stato realizzato ad arte da Zamora con l'aiuto di Holm Bursum Jr. allo scopo di incrementare il turismo locale.

 

**** Successivamente, sempre Philip J. Klass se ne esce con una nuova sparata, mettendo in bocca a Holm Bursum Jr. che sperava che lo scherzo andasse a buon fine.

Peccato che Holm Bursum Jr. e Zamora smentiscono categoricamente.

 

Conclusioni personali:

 

Leggendo questo articolo, gli unici 2 personaggi, che a parer mio erano in cerca di popolarità sulla vicenda, fatta a spese di altri, sono propri i 2 "luminari", Donald Menzel e Philip J. Klass, che sono cosi confusi che non fanno altro che smentirsi a vicenda, o, addirittura, smentono se stessi.

Perché dovremmo credere a 2 che ne sparano di ogni sorta invece di credere a 1 che dice sempre la stessa cosa con dei testimoni?

 

Reconstruction UFO - Lonnie Zamora by ufo-explorer.com
Reconstruction UFO - Lonnie Zamora by ufo-explorer.com

 

Concludiamo questo articolo con 2 domande:

 

  1. Perché la CIA avrebbe riportato sul proprio sito il caso di Lonnie Zamora con tanto di foto e classificato come inspiegabile, se lo scettico Philip J. Klass avrebbe già classificato il caso come una bufala?
  2. Chi ha ragione allora?

 

L'Alieno nel bosco

Alieno nel bosco
Alieno nel bosco

Il seguente caso è stato considerato per diversi anni un classico dell'ufologia italiana; la storia giunse persino in America, suscitando molta curiosità. 


Il caso


La vicenda ha inizio nei pressi di Sturno, in provincia di Avellino, in Campania.  Sono circa le 00.15 del 31/08/1977; 2 ragazzi, Michele Giovanniello e Rocco Cerullo, studenti all’Università di Napoli, stanno percorrendo in macchina la strada provinciale che va da Sturno a Frigento: ad un tratto, la loro attenzione è catturata da una strana luminosità rossastra che si spande da una macchia di boscaglia su un lato della strada.

I 2 studenti decidono di fermarsi per appurare la natura del fenomeno; scesi dall’auto, riescono a scorgere una serie di luci multicolori ed una figura umanoide che gli viene incontro. 

Spaventati, i giovani tornano subito alla macchina e corrono in paese; lì, convincono 3 loro amici, fra cui il 24 enne Antonio Pascucci, a tornare sul posto per convalidare le loro osservazioni. I 5 tornano allora nel bosco, dove sono ancora presenti le luci colorate e l'alieno.

Il gruppo tornò quindi nuovamente in paese per chiedere rinforzi e convinsero altri 2 conoscenti a seguirli. 

Erano circa le 02.00 quando il gruppo, ormai composto da 7 persone, faceva ritorno sul luogo dell’avvistamento. 

Avendo constatato che la misteriosa fonte luminosa era ancora presente, i giovani si arrampicarono su un pendio cercando di raggiungerla. Giunti in cima al pendio, i ragazzi scorsero, ad una ventina di metri, una figura umanoide dall’aspetto robotico. L’essere emetteva fasci di luce color arancio da quelli che sembravano essere occhi; era alta circa 2 metri ed indossava una tuta argentea. Non sembrava avere un collo ( forse indossava un casco ), le braccia erano articolate, mentre gli arti inferiori apparivano rigidi.

Alcuni testimoni notarono un bracciale o una scatola nera sull’avambraccio destro e una cintura metallica all’altezza dei fianchi. Ad un tratto, l’essere avanzò in direzione del gruppo di amici; i ragazzi, terrorizzati, volevano scappare, ma “qualcosa” li trattenne dal farlo. L’essere emetteva un suono simile ad un cicalino ( bip…bip… ) e, improvvisamente, alzò il braccio sinistro come ad indicare il cielo.

A quel punto, i ragazzi fuggirono in preda al panico; tornati sul posto diverse ore dopo non trovarono alcuna traccia dello strano avvenimento.

All'inizio, i giovani, non vollero divulgare l'accaduto per paura di non essere creduti; successivamente, però, decisero di allertare i carabinieri che, giunti sul posto, rinvengono tre profonde impronte triangolari disposte in maniera circolare ( o al limite triangolare ).

Alcuni testimoni raccontarono di aver visto, in lontananza, anche un UFO a terra; a quanto raccontano i ragazzi, il velivolo sembrava essere circolare, circondato da oblò illuminati e sormontato da una cupola che sembrava avere delle luci rotanti.  Michelino Riefoli e Mario Sisto, 2 dei ragazzi che assistettero all'incontro ravvicinato, vennero poi sottoposti a ipnosi regressiva dal Professor Franco Granone, docente di malattie nervose e mentali e di psicologia all'Università di Torino nella sede di Vercelli. Granone racconta: 

 

«[...] ricevetti una telefonata da Napoli: il corrispondente italiano del settimanale statunitense "National Enquirer", Paul House, voleva che sottoponessi ad ipnosi 2 persone che dicevano d'aver osservato un essere sceso da un UFO. 

Acconsentii, premettendo subito che tale procedura non poteva però garantire la realtà dell'evento raccontato. [...] Vennero quindi nel mio studio Paul House, l'inviato speciale dell'Enquirer John Checkey ( giunto appositamente dagli Stati Uniti ), il fotografo Herbert Fried ed i 2 soggetti da porre in ipnosi, Michelino Riefoli e Mario Sisto, che io ipnotizzai in presenza dei 3 giornalisti dopo avere avuto il loro consenso scritto.» I 2 ragazzi riferirono, sotto ipnosi profonda, la stessa storia raccontata in precedenza, senza cambiamenti o contraddizioni.

Il Professor Granone, comunque, tiene a precisare che l'ipnosi non ha carattere probatorio: nonostante questa procedura esclude che il soggetto possa deliberatamente mentire, infatti, l'esperienza raccontata può essere frutto di un'allucinazione o, più semplicemente, i 2 ragazzi potrebbero essere stati vittima di uno scherzo; eseguito così magistralmente da convincerli di aver sperimentato un autentico incontro ravvicinato del terzo tipo ( IR3 ).

 

Solo uno scherzo

 

La soluzione del mistero giunse quando il *sindaco di Sturno, Alberto Forgione, di fronte alle telecamere della RAI, confessò di essere uno degli autori di quello scherzo, così ben riuscito, volto a far credere a dei ragazzi di aver assistito all'atterraggio di un UFO con tanto di alieno.  

L'innocente burla, sfuggì al controllo dei suoi autori ( che facevano parte del gruppo dei sette testimoni, assieme alle vittime dello scherzo), vi fu l'intervento dei carabinieri e la storia venne riportata sui maggiori quotidiani italiani come uno dei più convincenti casi di incontri ravvicinati nostrani. 

 

Riflessione:

 

* Certo, quale sindaco non va nei boschi alle 2 di notte a preparare scherzi ai propri cittadini?. Peccato però, che non ha mostrato loro tutto il materiale utilizzato per lo scherzo, ne tanto meno, ha spiegato nell'allora 1977 come ha fatto a realizzare tutti gli effetti colorati con le luci.

Ma forse, c'era anche uno della giunta comunale che stava in macchina ad abbagliare con i fari, mentre un altro ( sempre della giunta ), magari un assessore, davanti alla stessa che cambiava i colori con dei filtri colorati ( ma per favore ). L'elefante Dumbo a che ora sarà passato? Sicuramente il sindaco avrà una risposta anche a questo quesito.

 

Alieno alto 4 metri a Mortegliano Udine

Ricostruzione dell'alieno
Ricostruzione dell'alieno

Sulla vicenda sta investigando Antonio Chiumiento, noto investigatore di UFO che si occupa del fenomeno da oltre 35 anni.

Di seguito l' articolo del Gazzettino.it:

UDINE - Fino ad ora di sagome sulla Napoleonica si erano viste solo le tanto contestate installazioni della Provincia di Udine inserite nel progetto Easy Foot ( sicurezza stradale ).

Sabato sera però, stando alla segnalazione arrivata ad Antonio Chiumiento che si occupa da oltre 35 anni di avvistamenti di UFO, la sagoma aveva altre sembianze.
Testimone Leonard D'Andrea, operaio di Codroipo alla Caffaro, che era alla guida della sua auto quando, mentre percorreva la Napoleonica all'altezza della nuova rotonda di Mortegliano, si è visto costretto a fermarsi.
«Ho notato delle macchine ferme, mi sono accodato ( racconta D'Andrea ) sul momento pensavo a un incidente.

Ma quando sono sceso, ho notato che davanti a 3 macchine c'era una strana creatura che camminava lungo la strada.

Era alta circa 4 metri ed era silenziosa».
D'Andrea voleva avvisare il padre ma i telefoni non funzionavano, non c'era campo. Poi ha preso la torcia e ha illuminato quella creatura grigiastra, notando che aveva le gambe leggermente incurvate in avanti con la parte posteriore formata da una sorta di tendini molto grossi. «Mentre la illuminavo, ha notato che la testa aveva una forma tondeggiante e che terminava a forma conica. Questa creatura "camminava" sulla strada, non curandosi minimamente delle auto ferme e delle persone ( ricorda d'Andrea ) Davanti a me c'era una Mazda con una famiglia. La madre ha tenuto nascosti i due figli dietro i sedili, mentre alle mie spalle due ragazze volevano chiamare il 113 ma i telefoni non andavano».
Poi la sagoma è fuggita in direzione di Lestizza, Leonard ha provato a seguirla ma senza successo. Altre persone che abitano nella zona hanno confermato di aver avvistato qualcosa di "strano". Extraterrestre o buontempone bravo a "celebrare" il Carnevale?

E' passata quasi una settimana dal presunto incontro ravvicinato tra un Alieno, o qualunque cosa fosse, e alcuni cittadini di Mortegliano e dintorni, in provincia di Udine.

I passi avanti per chiarire la vicenda sono stati pochi, ma qualche novità c'è e ve ne diamo conto. Il testimone principale Leonard d'Andrea, parteciperà il 23 Febbraio ai Fatti Vostri su RAI 2 e successivamente, rilascerà delle interviste ad alcune emittenti locali. In tutto questo assume un ruolo sempre più "attivo" il prof Antonio Chiumiento. Alcuni particolari trovano conferma, altri rendono la situazione quasi paradossale.

Spunta un nuovo testimone

 

Il sito Fun Date curato da Max Petri si è preso la briga di contattare Chiumiento, ricevendo qualche informazione in più.

Riportiamo integralmente le parole di Chiumiento: Giuseppe D’Andrea, ex militare e padre di Leonard, mi ha chiamato alle 8.30 di Domenica mattina per documentare ciò che era accaduto la notte precedente; era estremamente turbato e ho sentito personalmente la voce preoccupata dei due”. Un senso di vergogna del professore nei confronti di coloro che “giudicano senza sapere”; conferma di non aver assolutamente montato il caso e, a coloro che l’hanno accusato di aver creato una mossa pubblicitaria per l’uscita del suo nuovo libro risponde: “il mio editore programma l’uscita dei miei libri ogni anno. Quelli che non mi credono si dovranno abituare all’idea di veder pubblicate le mie ricerche; non hanno rispetto ne dei testimoni ne tanto meno di me, che indago sul fenomeno degli UFO da 35 anni”.
Come detto spunta anche un altro testimone, che però vuole mantenere l'anonimato e che Chiumiento loda per il suo coraggio . “Quando più persone si sono avvicinate alla creatura pensando che qualcuno fosse stato investito da un’auto ( invece lo stranissimo essere si era messo come in ginocchio, se non ricordo male ) chiedendo a colui che credevano fosse un uomo : “Serve aiuto? Si è fatto male? ” la creatura si è alzata ed è andata verso i testimoni ma non ha dato segno di aggressività. Sono le persone che alla vista di un essere che all’occhio umano appare mostruoso, si sono letteralmente chiuse dentro l’auto. La creatura si muoveva fra le automobili spente come se gli occupanti non ci fossero!!! Secondo me da tale comportamento si evince NON ostilità nei nostri riguardi!”.

 

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Dalla pagina di facebook di Antonio Chiumiento (16/02/12):

 

COMUNICAZIONE IMPORTANTISSIMA PER TUTTI I MIEI AMICI DEL MIO PRIMO PROFILO, da Ofelia Stradella a Pordenone Cresce a Massimo Rossato a Luca Bortali a Marco Carlino a Mirko Nasato a Massimiliano Dal Ben a Paolo Baret a Paolo Fiorino:

 

parlare sulla rete o in qualsiasi altra sede di BUFALA o di CARNEVALATA E' SEMPLICEMENTE VERGOGNOSO E TREMENDAMENTE OFFENSIVO NEI CONFRONTI DELLE VARIE PERSONE COINVOLTE NELL'OSSERVAZIONE DI UNA STRANISSIMA ED ALTISSIMA CREATURA PROVENIENTE DA ALTROVE!! INNANZITUTTO NEI RIGUARDI DI LEONARD D'ANDREA CHE NON HA VOLUTO L'ANONIMATO!!! MI HA DETTO:

 

"Professore, perché devo essere anonimo dal momento che c'erano varie persone "barricate" all'interno delle auto ferme che osservavano ATTERRITE LA CREATURA.....UNA SIGNORA TENEVA ABBASSATA LA TESTA DEI DUE SUOI FIGLI PERCHÉ' NON VEDESSERO!!!......". Carissimi amici io e il mio validissimo collaboratore Sabino Sgambato proprio ieri abbiamo raccolto tali elementi che fanno attribuire al caso un'importanza mondiale!!!

E' il caso PERFETTO!!! Effettivamente uno stranissimo essere proveniente da altrove ha "girovagato" in provincia di Udine ...sabato 11/02/12 notte...e sicuramente per oltre un'ora!!

 

Intervista a Leonard D'Andrea (testimone oculare del caso di Mortegliano 11/02/2012)

"I Fatti Vostri" andata in onda il 23 febbraio 2012. Conduce Giancarlo Magalli, ospite Leonard D'Andrea e Antonio Chiumiento.

Conclusioni e domande:

 

Non siamo certi della veridicità dell'accaduto, ma alcune domande ce le siamo poste.

 

  • Se l'alieno era alto 4 metri per via del trampoli, che trampoli usava? Quelli classici, sono alti 1 metro circa, che va dal punto d'appoggio del piede a terra.
  • Come ha fatto a mettersi in ginocchio visto che con i trampoli è praticamente impossibile? Provate voi anche con dei trampoli da 50 cm e fateci sapere se siete riusciti a mettervi in ginocchio e poi a rialzarvi.
  • Se ha usato i trampoli, a qualcuno sarà venuto in mente di andare a controllare se c'erano dei fori quadrati nel terreno? O forse ha camminato solo sull'asfalto?
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