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Duello aereo su Porto Rico 1988

F14

Duello aereo su Porto Rico

Due caccia F-14 della marina americana svaniti durante un’intercettazione su Cabo Royo

L’incidente di Cabo Royo, sull’isola caraibica di Porto Rico è uno dei documentati e ricchi di testimonianze, da confutare ogni tentativo di cover-up da parte di organismi governativi e militari, nonostante sia avvenuto in uno stato che è praticamente una colonia degli Stati Uniti: il cosiddetto 50° stato degli USA. Il giornalista, nonché ufologo Jorge Martin è colui che ha indagato sull’accaduto e ha potuto raccogliere testimonianze ed impressioni dalle numerose persone che vi hanno assistito.
A Cabo Rojo, il 28 Dicembre 1988 alle 19.35, alcune persone videro una luce di colore blu che si muoveva sopra le montagne della Sierra Bermeja, già luogo di numerosi altri avvistamenti.
L’oggetto che, in un primo momento, appariva di forma semisferica, si rivelò in realtà facente parte di un oggetto molto più grande dall’aspetto triangolare. Ad un tratto questa sfera cambiò colore, passando dal blu originario ad un giallo brillante e dando l’impressione di infuocarsi terrorizzò chi stava assistendo all’accaduto.

 

Strano oggetto a forma di missile ( o forse un missile )
Strano oggetto a forma di missile ( o forse un missile )

Durante l'inserimento della mappa ( sopra ), utile a spiegare meglio la zona dello scontro tra aerei e UFO, mi sono accorto che Google Maps ha immortalato questo oggetto volante bianco, che io ho convertito in immagine per evitare che venga persa o cancellata in caso di aggiornamento di Google Maps.

Ma controllate voi stessi direttamente dalla mappa. Cos'é?

( NB: c'è anche l'ombra proiettata sul terreno ).


Tre caccia all’inseguimento dell’UFO

Di lì a poco i testimoni videro entrare in scena tre caccia F-14 Tomcat, mentre sopra di loro un aereo-radar AWAC volava in copertura. Dopo qualche istante cominciarono le manovre di “ingaggio” da parte dei velivoli militari. La procedura di intercettazione dell’oggetto volante anomalo venne fatta da 2 F-14, mentre il terzo rimaneva più distante per proteggere le spalle ai due “cacciatori”, come in caso di combattimento.
Questi tentarono, quindi, un avvicinamento per costringere l’oggetto sconosciuto all’atterraggio, così come prevede la procedura nei casi dio violazione dello spazio aereo nazionale.
Ma i due aerei non ebbero modo di avvicinarsi all’UFO, che si muoveva, compiendo manovre improvvise, ad una velocità molto elevata, con sbalzi di quota repentini riuscendo anche ad arrestarsi in volo. I due F-14, impotenti di fronte a simili prestazioni cercarono di ridurre al minimo la velocità, agendo sull'apertura delle ali a geometria variabile, così da consentire virate strette con un margine di recupero più ampio. Per ben tre volte l'oggetto lasciò i due caccia, che a turno cercavano invano l'intercettazione, si approssimassero a lui, per poi eluderli con scatti improvvidi. Al terzo tentativo l'UFO si arrestò, mentre un F-14, che lo seguiva da vicino, si trovò in rotta di collisione con la sua parte posteriore.

Terrore per una "sciagura" evitata

La gente, che numerosa stava assistendo all'inseguimento, visse momenti di panico nel timore di uno scontro, con la conseguente esplosione dell'aereo militare e dell'oggetto dalla strana forma triangolare. Non appena però l'F-14 si trovò a ridosso dell'UFO, questi sparì, come se si fosse smaterializzato, tra lo stupore dei testimoni. Poco dopo il secondo F-14, che stava compiendo una manovra di avvicinamento e si trovava alla destra dell'oggetto sconosciuto, sparì come il primo. Il pilota del terzo "caccia", non appena si rese conto dell'accaduto, direzionò il velivolo verso nord e si allontanò dal teatro dell'azione. Avvenuto questo, tre piccole luci di colore rosso fuoriuscirono dall'UFO, all'inseguimento dell'ultimo F-14 rimasto in volo, per poi sparire anch'esse verso nord; del terzo velivolo nessuno seppe più nulla. Il grosso oggetto triangolare, che intanto si era spostato dalla zona della Sierra Bermeja, ritornò verso il punto iniziale, sorvolando ad una quota di circa 30 metri le numerose palme

che costeggiavano il lago Saman. Qui, un centinaio di testimoni furono spettatori di un epilogo dei fatti che lasciò tutti ancor più sconcertati.

Scissione dell'oggetto volante

L'UFO a questo punto cambiò la sua forma originale: un'esplosione luminosa separò in due parti l'oggetto, senza provocare alcun rumore di sorta. I due oggetti risultati dalla scissione presero direzioni diverse: uno si diresse a nord, mentre l'altro a est, per sparire dall'isola a velocità vertiginosa. Le indagini condotte da Jorge Martin, ebbero un risultato eccezionale ed eclatante, in quanto, oltre cento persone ammisero di aver assistito alla stessa, identica dinamica dell'avvistamento e tutti disegnarono l'oggetto volante non identificato nello stesso modo, fornendo numerosi dettagli che coincidevano. Jorge Martin ipotizzò inoltre, dopo aver ascoltato  diverse persone ed aver fatto un'indagine approfondita che i velivoli militari da "caccia" dovevano essere della marina degli Stati Uniti d'America, poiché quella sera nessun aereo della Guardia Nazionale portoricana si trovava in volo. Sembra invece, che una base americana, di stanza nella zona caraibica, stesse compiendo esercitazioni proprio quella sera.

Duello aereo - UFO a Porto Rico 1988 ricostruzione Silverland
Duello aereo - UFO a Porto Rico 1988 ricostruzione Silverland


La smentita delle fonti ufficiali

Le fonti ufficiali americane invece smentirono immediatamente la paternità dell'azione, negando l'accaduto ma, dalle fonti governative portoricane ( e più precisamente dall'Ente Federale dell'aviazione di San Juan ), venne però la conferma che vi era un'esercitazione statunitense in corso nei Caraibi. Immediatamente dopo, l'ente portoricano per la Difesa Civile, la polizia e il governo iniziarono un'azione per smontare e ridicolizzare ogni testimonianza dei fatti. Ma il maggiore impegno degli enti statali fu profuso nel cercare di disinformare la popolazione, per non permettere che quello che era stato visto da più di un centinaio di persone si estendesse all'intera isola. Dato però, che l'incidente era di grosse proporzioni e risultava difficilmente contenibile, il direttore dell'Ente per la Difesa Civile, colonnello Josè A.M. Nolla, uomo di contatto della DIA, la Defence Intelligence Agency, statunitense a San Juan, decise di mandare una lettera in cui spiegava la posizione dell'Ente in merito ai fatti.

Una "scomoda" verità

Secondo l'organismo governativo, ciò che si diceva dell'incidente corrispondeva alla realtà e, sempre secondo l'Ente , la situazione era sotto controllo e le indagini sarebbero continuate per accertare fino in fondo la reale dinamica dell'evento. In ogni caso, quando visto da così tante persone non era da considerare come una minaccia secondo l'amministrazione governativa, che non riteneva in pericolo i cittadini e il territorio di Porto Rico . La dichiarazione rilasciata dal colonnello Nolla mette in evidenza l'ammissione, da parte di un rappresentante della DIA, dell'esigenza di oggetti volanti non identificati. Nella lettera, inoltre, il colonnello cita il coinvolgimento nei fatti di enti portoricani che da sempre avevano negato ogni loro interessamento ad eventi riguardanti gli UFO; tra questi spicca il radio-osservatorio astronomico di Arecibo. La documentazione raccolta da Jorge  Martin sull'incidente di Cabo Rojo fu talmente schiacciante da non lasciare dubbi: si trattò di un oggetto volante anomalo. Questo costrinse gli organi ufficiali a prendere una posizione, ammettendo il loro interesse per il fenomeno UFO: e la cosa strabiliante fu che tutto ciò avvenne in un paese che rientra nello scacchiere NATO.

L’abduction di Amaury Rivera

La mattina del 14 maggio 1988 un giovane portoricano, Amaury Rivera, fotografò un enorme disco volante inseguito e circondato da due intercettori. Ma quello che rende le straordinarie fotografie ancora più interessanti, sono le affermazioni di Rivera, che asserisce di essere entrato in contatto con l’equipaggio di questo UFO.
Qui sotto riportate le dichiarazioni di Amaury Rivera:

 

“Una sera del 1988, avevo lasciato da poco il locale notturno dove lavoravo ed avevo con me una macchina fotografica carica. Ero sulla strada di casa, quando ho incontrato due piccoli esseri, piccoli uomini strani, che non pensavo venissero dallo spazio, che mi condussero in un luogo dove c’erano altre persone oltre a me, probabilmente gente di Porto Rico. Entrò in scena un altro essere che disse di venire da un altro pianeta; era vestito di nero, aveva la pelle scura, ma non era nero, aveva capelli neri lunghi fino alle spalle e ci parlò normalmente, senza usare la telepatia. Ci mostrò varie proiezioni, che sembravano molto reali e ci parlò di una serie di cose che a me sembravano ancora più incredibili. Uno degli ologrammi mostrava una specie di breve viaggio nello spazio. C’era il pianeta da cui diceva di provenire, la sua gente, le case. Il secondo mostrava una meteora, un meteorite che dovrebbe precipitare sulla Terra nel prossimo futuro, che causerà molti danni su tutto il pianeta. Secondo lui, dovrebbe cadere in prossimità di Porto Rico e di altre isole nel Mare dei Caraibi, ma gli effetti si ripercuoteranno sull’intero pianeta. L’ultimo ologramma illustrava il nostro futuro: che ci sarebbe stato un solo governo sulla Terra, collocato su una specie di isola artificiale, in un mare scuro ed inquinato. Alla fine, quest’uomo mi riporto alla mia macchina, che però si trovava in un luogo diverso da quello in cui mi avevano prelevato. Apparentemente avevano trasportato sia me che la macchina. In quel momento vidi degli aerei in cielo, presi la macchina fotografica di mia cugina e scattai le foto. Solo di recente ho deciso di renderne pubbliche quattro”.

Una delicata indagine

Per Jorge Martin il caso Amaury Rivera fu di notevole importanza, in quanto oltre a riportare una serie di descrizione dettagliate, era corredato di numerose fotografie dell'oggetto su cui il giovane era condotto. Uno degli alieni era di aspetto umano, mentre gli altri due erano piccoli e dissero di essere degli androidi organici,genetici o biologici, che potevano rimanere per un certo periodo nella nostra atmosfera senza mettere in pericolo la loro vita. Nel corso delle sue indagini Martin individuò altri testimoni, che erano stati protagonisti di casi analoghi pur se in luoghi differenti, raccogliendo testimonianze ancor più dettagliate. Da uno di questi, il pescatore Andres Maldonado, venne a conoscenza del nome dell'alieno che aveva parlato con Rivera e del fatto che altre 14 persone avevano assistito a quell'incontro insieme a lui.

L'USAF e Wendell Stevens

Su tutti gli avvenimenti di Porto Rico ha indagato l’ex colonnello dell’USAF Wendelle Stevens.

Wendelle Stevens:

 

“Subito dopo il mio arrivo con la squadra messicana per studiare alcuni fenomeni verificatisi a Porto Rico, Jorge Martin mi fece incontrare Amaury Rivera. Come primo impatto, Amaury fu molto riluttante a descrivere la sua esperienza, perché al solo pensiero aveva ancora paura. Ci è voluto parecchio tempo prima di instaurare un’atmosfera in cui si sentisse a suo agio. Ma era terrorizzato, pallido, debole. Oggi però ha rievocato tutti i particolari in modo così dettagliato, da riuscire ad affrontare la cosa senza traumi, a controllare le sue emozioni ed è in grado di descrivere quell’incontro in modo approfondito. Per quanto riguarda le sue foto, le abbiamo analizzate presso un laboratorio di Scottsdale che collabora con la NASA. E’ stata impiegata un’attrezzatura computerizzata all’avanguardia: sia l’oggetto discoidale sia l’aereo si trovavano ad una distanza considerevole dall’obiettivo, tra i 5 e gli 8 chilometri. Abbiamo scoperto che il caccia era in movimento rapido, mentre l’oggetto a forma di disco si muoveva molto lentamente, a meno che non fosse addirittura fermo. Le condizioni ambientali e di luce erano giuste. Abbiamo escluso la possibilità che si trattasse di un montaggio, di riflessi, di modellini o che fosse stata praticata qualsiasi altra forma di manipolazione tecnica. La nostra conclusione finale è che si tratta di fotografie vere, che coincidono con le descrizioni del testimone”.


Il coinvolgimento degli Enti governativi e le foto

 

Qualche tempo dopo l’incidente, tre uomini fecero visita ad Amaury Rivera, presso la sua abitazione a Porto Rico. Un quarto uomo restò in attesa in macchina. Dissero di essere della CIA e gli chiesero di consegnare loro le fotografie ed i negativi, senza specificare quali. Rivera rispose che non sapeva di cosa stessero parlando e allora, avendo un mandato, perquisirono la casa, ma non trovarono le foto, che Rivera aveva nascosto accuratamente. Non si tratta di un episodio isolato. Altre intrusione nella vita privata dei testimoni sono accadute. Ma quel che più preoccupa gli inquirenti di Porto Rico è l’evidenza di altri casi di rapimento nella stessa zona. “La maggioranza delle persone coinvolte è di sesso femminile, sottolinea Martin – con una proporzione di 5 a 1. Quasi tutti i rapimenti vengono effettuati da alieni piccoli, di colore grigio, con grandi teste. La medesima prassi di molti fatti accaduti negli Stati Uniti ed altrove, tanto che si pensa che questi alieni operino dei programmi genetici, e che siano molto interessati alla nostra genetica e al nostro sistema riproduttivo. Inoltre, sembra che siano interessati allo sviluppo spirituale degli uomini e così via. Sui casi di Porto Rico, nel complesso è molto prematuro trarre conclusioni, soprattutto in merito all'attendibilità delle testimonianze, se non per quanto indagato direttamente da Jorge Martin . Di certo, la zona è al centro di continue intrusioni che non hanno nulla a che vedere come cause, con le forze aeree degli stati uniti, se non in quei concitati momenti che hanno evidentemente posto, e continuano a porre Porto Rico in uno stato d'allerta per la sua troppo stretta parentela con gli Stati Uniti, quindi solo come azione di contenimento di effetti indesiderati.

 

Censura sull'incidente di Cabo Rojo


Verso le 19h 45, signore e signora Wilson Sosa, tutta la famiglia di Carlos Manuel Mercado, Edgardo Plaza ed il suo coniuge Carmen come molte altre persone si trovavano in un deposito della via Luis Monoz Marin nella regione di Cabo Rojo, ed altri si trovavano lungo tutta la strada 101 che collega Lajas a Boqueron, una stazione balneare situata sul lato sudoccidentale dell'isola. Wilson Sosa che lavorò con Jorge Martin, editore della rivista portoricana "Evidencia OVNI", dice:


"dalle 18h avevamo visto passare molti aerei a reazione sopra la regione (...) volavano ad alta altitudine, ma si sentivano distintamente i loro motori. Sorvegliavo attentamente le loro evoluzioni poiché una settimana prima, uno dei questi aerei ( F-14, F-15 o F-16 ) aveva già inseguito un fenomeno UFO abbastanza piccolo sopra Sierra Bermeja e Laguna Cartagena, 2 regioni molto ricche in fatto di osservazioni UFO, soprattutto dal 1987 in poi. Sono uscito per vedere meglio ciò che avveniva ed ho allora avvistato un enorme UFO sopra la montagna. Era veramente enorme! Aveva molte luci colorate che gli pulsavano attorno. Sono rapidamente corso a cercare il mio binocolo, ed ho così potuto vedere chiaramente la sua forma triangolare leggermente incurvata nella parte posteriore... Fece un giro quindi ridiscese più in basso, e pareva ancora più grande. E' allora che si intravidero 2 aerei che si trovavano appena dietro l’oggetto. Quando l’ UFO si diresse verso ovest, uno dei caccia ( F-14, F-15 o F-16 ) provò ad intercettarlo passandogli davanti; a quel punto l'oggetto volante vira a sinistra, facendo un mezzo giro riducendo la sua velocità. Ci furono 3 tentativi d'intercettazione.E ogni volta l’UFO rallentava, fino a fermarsi in aria.Era incredibile! Come qualcosa di così grande poteva restare immobile in aria! Inoltre, rispetto alla sua dimensione, doveva realmente essere molto pesante. Il secondo caccia restava a destra dell’UFO mentre il primo si piazzava piuttosto nella parte posteriore sinistra. Allora... Non so ciò che è avvenuto esattamente...È come se l'aereo fosse entrato nell’UFO dalla parte posteriore. O altrimenti dove è finito?... Noi urlammo di istinto pensando di assistere impotenti ad una imminente collisione e ad una esplosione. Ma l'aereo scomparì semplicemente nell’oggetto volante. Ho osservato bene col binocolo e non lo ho visto riapparire, né alla parte posteriore, né sui lati di quest'oggetto. Mi sono allora detto: "Ma buon Dio!" Che cosa è avvenuto? È scomparso...!"
"Il secondo apparecchio restò molto vicino sul lato destro dell’UFO. Sembrava minuscolo accanto a questa cosa enorme. Poiché l’UFO volava un po' verso l'ovest, il caccia scomparì a sua volta, il suo rumore di motore cessò immediatamente. Questo UFO era realmente enorme, molto più grande dello stadio di baseball locale. Si poteva osservare la sua struttura grigia metallica, come pure una grande luce gialla centrale che emanava da un tipo di grande rigonfiamento concavo.

Questo triangolo aveva luci gialle brillanti da un lato, e altre, rosse, sul lato sinistro. L’immenso UFO triangolare scese e si avvicinò sulla superficie di uno stagno, chiamato nella regione il lago Saman. Stazionò nell'aria un momento quindi si raddrizzò ed emise un grande lampo di luce a partire dal suo centro. Scintille rosse caddero dall'oggetto che si divise in 2 sezioni triangolari distinte. Era completamente incredibile.

Il triangolo di destra era illuminato da una luce gialla, e quello di sinistra da una luce rossa. I 2e oggetti scomparirono a grande velocità, uno verso Sud-Est, l’altro verso Nord-est, in direzione del Monte del Estado. Chiamato dalle grida di sua moglie, Carlos Manuel Mercado sente Wilson Sosa chiamarlo e quindi si precipitò fuori dal deposito: improvvisamente vidi una grande cosa come una grande luce. Inizialmente non potei identificare di cosa si trattava. C'era una luce gialla, molto brillante, quasi avvolgente, come uno spot gigantesco. Improvvisamente, vidi due aerei accanto a questa cosa. Uno di questi apparecchi veniva di fronte all'oggetto sulla sinistra, mentre l'altro lo incrociava da sinistra a destra. Si avvicinarono molto all’UFO e ad un certo punto si è creduto ad una collisione... È allora che l’ UFO si fermò di colpo! I 2 aerei sembravano penetrarci dentro, e fu l'ultima cosa che si vide di loro. ..Allora questa cosa... Come dire, questa “nave spaziale” ( era veramente grande...) mentre virava potei constatare che si trattava di un triangolo. C'erano alcune luci ad ogni lato ed una grande sfera di luce al centro; ed è da li che usciva la luce gialla. Quindi girò e si fermò sopra il lago Saman, si divise ed una delle parti se ne andò a incredibile velocità verso l'Est, mentre altro si allontanava verso Nord.
Questi aerei militari, sembravano voler intercettare questa “cosa”, costringerla a cambiare direzione, e questo a 3 riprese, prima che la “cosa” si fermi e le intrappoli... Ero realmente nervoso, perché questa cosa era così enorme e veniva nella nostra direzione. E poi questi aerei che rischiavano una collisione con quest'oggetto, che alla fine sembrarono passargli attraverso, e... scomparire! Del resto, nello stesso momento il rumore del loro motore cessò di colpo.”

 

Un altro testimone, Ivan Coté, che abita nel quartiere di Saban Yeguas a Lajas, spiega ciò che avvenne in seguito:


"Allora un altro aereo è apparso, ma restò lontano, come se avesse visto ciò che gli altri 2 avevano appena subito, e scomparve nelle nuvole inseguito da piccole luci rosse “sparate” dal grande “oggetto volante che lo inseguivano.

È tutto ciò che ho visto. Anche mia nonna, Josefina Polanco, lo ha visto...”


Il ricercatore Jorge Martin sarà rapidamente informato dell'incidente e telefonerà immediatamente alle FAA che disponeva di un ufficio sull’Isola Verde. Il suo interlocutore, un certo Ed Purcell gli dichiara di non essere al corrente dell'affare ma "che c'erano manovre militari a sud-ovest di Cabo Rojo, con, apparentemente, del personale che viene dalla base navale di Roosevelt Roads, a Ceiba".
Martin si informò anche presso l'aeroporto della base di Muniz, sempre sull’Isola Verde, ma non sapevano nulla a questo riguardo, tanto più che nessun aereo era decollato quella sera. Incontrò alcuni rappresentanti della polizia dell'aria ( FURA ) che gli dicono che avevano constatato che molti aerei da combattimento hanno sorvolato la regione occidentale dell'isola ad altitudine bassa in modo completamente insolito. La mattina dopo, Martin telefonò alla base di Roosevelt Roads ed ebbe all'apparecchio il Direttore delle operazioni della base, un certo Burdsey che dichiarò:


"è assurdo! Non è vero, è ridicolo! Inoltre, come prova supplementare, posso dirle che non c'era nessuno dei nostri in quella regione ieri. Coloro che dicono l'opposto hanno torto. Devono essere in errore...”.


Un certo Mirabal, delle FAA disse a Jorge Martin:


"Ci sono stati movimenti aerei in quella regione di Cabo Rojo la notte scorsa; è così tutto il mercoledì... "

 

Ma Mirabal non comprendeva perché le autorità di Roosevelt Roads avessero negato di avere inviato aerei da un lato all’altro dell’isola.

 

Un altro ufficiale del FAA, che preferì conservare l'anonimato, gli confidò che se si trattasse di un UFO non erano autorizzati ad indagare e che questo lavoro sarebbe stato affidato ad una divisione speciale installata a Washington D.C.. Burdsey non ha mai voluto parlarne. In seguito all'indagine di Martin, Aristides Medina, un veterano dell'esercito di terra americana gli dichiarò che la notte seguente l'incidente, "verso le 20h20 una flottiglia di elicotteri neri avrebbe sorvolato la Sierra Bermeja e la Laguna Cartagena, con tutte luci degli apparecchi spenti per non essere riconosciuti." Restarono là fin verso mezzanotte.

Si sarebbe detto che cercavano qualcosa. Apparentemente provavano non troppo a farsi osservare e inoltre volavano bassi. Dovevano essere sicuramente equipaggiati di apparecchi all’infrarosso... "
All'alba, dopo la partenza degli elicotteri, 5 navi della US Navy e una portaerei si disposero a circa 25 km al largo delle coste di Cayo Margarita, nell'oceano atlantico. Vi restarono qualche tempo, come se attendessero qualcosa. Grazie alla sua tenacia, Martin apprese da un ufficiale della Navy che c’erano state "registrazioni al radar che mostravano ciò che era avvenuto, ma che questi documenti sono classificati e sono stati inviati a Washington D.C. per analisi...
Si è visto sugli schermi il momento in cui le traiettorie dei più piccoli echi ( gli aerei ) hanno incontrato quello di un eco molto più grande ( l’UFO ). Dopo che il grande eco era sembrato dividersi, scomparve ad alta velocità. E' stato chiesto il black-out. Altri affari di questo tipo sono già avvenuti ma non siamo autorizzati a parlarne. Molti eventi sconosciuti che si sono svolti nelle acque di Portorico meriterebbero di essere conosciuti.”
Ma secondo J.Martin, altri fatti gravi sarebbero accaduti. Sembra in particolare che la stazione di radiodiffusione Voice of America ( VOA ) avrebbe installato nel 1974 una stazione d'emissione vicino al Monte El Cayúl ma il cui accesso era riservato per ragioni di sicurezza generale. Ma questa radio non avrebbe mai emesso alcun programma, mentre testimoni dicono di avere visto un via vai di ospiti nell'edificio...

Alcuni suggeriscono che fossero forse là per osservare e notificare gli avvistamenti UFO. J.Martin riporta infine che un pescatore di nome Diego Segarra sarebbe morto in un modo misterioso. Uno dei suoi amici avrebbe filmato un UFO che atterrava sulla Sierra Bermeja da cui uscirono 2 "grigi" ed un essere albino dai capelli brillanti vestito di nero e che portava una camicia bianca con una cravatta rossa e occhiali neri ( forse MIB ). L'uomo lasciò la località in una jeep militare condotto da 2 soldati. Secondo Segarra, la località si trovava ai piedi del picco El Cayúl. 

 

I protagonisti

Commenti

 

Malgrado tutto questo mistero, la regione di Cabo Rojo non può non essere considerata misteriosa da come si evincerebbe dalle dichiarazioni di alcuni testimoni. Infatti, il ricercatore Jorge Martin fu contattato da Carlos Manuel Mercado che gli disse con un certo imbarazzo, che nel luglio del 1988, ossia, alcuni mesi prima di quest'evento, egli fu rapito da extraterrestri dalla pelle grigia, ma che avevano buone intenzioni e si ricorda di avere sorvolato la regione su un “disco volante”, il che lascia credere che esistesse una "base extraterrestre" sotto la sierra Bermeja, cosa che poteva spiegare i numerosi avvistamenti di UFO in tutta la regione. Di tutti questo non ci sarebbero prove, tanto più che Jorge Martin è il solo a riferire questi fatti, che da allora sono stati trasmessi in numerosi siti Internet nella loro versione integrale. Come radioamatore e ricercatore, ho voluto sapere se questa radio o gli impianti descritti erano bene esistiti nella regione. Ho preso contatto con diverse persone che abitano la regione sudoccidentale di Portorico per chiarire la questione. Innanzitutto precisiamo che l'osservatorio radioastronomique di Arecibo si situa ad 80 km dal faro di Cabo Rojo, sulla costa nord di Portorico, essendo le 2 città separate dalla cordigliera centrale che culmina a 1338m.

Un evento che si verifica sulla costa sudoccidentale è dunque invisibile dall'osservatorio, benché sia riscontrabile con la sua emissione radioelettriche se cadono se necessario nelle buone frequenze. Fino ad oggi Arecibo non ha mai riferito un evento sospetto correlato con l'incidente di Cabo Rojo.

Monte El Cayúl è in realtà il soprannome dato ad uno dei due picchi della Sierra Bermeja, una catena di montagne che culminano a 300 m d'altitudine situata a sud-ovest dell'isola, non molto lontano da Cabo Rojo. Il nome di questo picco generalmente non è citato sulle carte.
Nell'aprile 2005 il servizio di Miami Voice of America che è quello responsabile delle Americhe, mi ha risposto di non avere mai avuto stazioni di emissioni a Portorico. David Eduardo che ha lavorato 35 anni per una radio di Portorico e che conosce perfettamente tutte le località di radiodiffusione dell'isola, mi ha confermato che mai ci sono state stazioni della Voice of America vicino al Monte El Cayúl. C'é stato un progetto di installare una stazione a 20 km da là, vicino alla città di Lajas ( la provincia adiacente a Cabo Rojo ), ma non si ricorda che sia mai stata costruita. Esiste in compenso sul Monte del Estado situato a circa 25 km del Monte El Cayúl di numerose antenne di emissioni ( rombici e verticali con radianti ) per le radio AM e FM come pure per le televisioni locali, ma non più distanti ed in ogni caso nessun impianto nella regione di El Cayúl. Attualmente, una torre d'osservazione è installata sul Monte del Estado dal quale si ha una vista sul mare.
L'informazione è ripresa in qualche modo dal fisico e radioamatore Flavio Padovani, KP4AWX, che fece ricerche in entomologia ed in ecologia nella regione sudoccidentale di Portorico. Ci furono effettivamente voci secondo le quali la VOA voleva installare una stazione d'emissione in questa regione, ma ciò non è stato mai concretizzato. Negli anni ‘80, come ricevitore attivo ( SWL ) provò spesso a captare le emissioni dell'Ufficio Caraibico del Foreign Broadcast Service dalla VOA ma non ha mai individuato il segnale inferiore.

Egli comunque conferma che effettivamente esistono edifici e antenne d'emissione sul Monte Del Estado. Si ricorda di avere visto antenne sul Monte El Cayúl alcuni anni fà, ma sono state smontate. Secondo gli abitanti che risiedono vicino al Monte El Cayúl, la località avrebbe riparato una stazione d'ascolto della US Navy.

 

UFO: The continuing enigma - Reader's Digest
UFO: The continuing enigma - Reader's Digest

 

Negli anni ‘80 Padovani effettivamente vi ha visto molti veicoli aventi un'immatricolazione della marina americana ma era una situazione normale poiché Portorico dipende dal Commonwealth sotto l'egida degli Stati Uniti che ne difendono il territorio. Inoltre notiamo che il lavoro "UFO: The continuing enigma" del Reader's Digest pubblicato nel 1991 non cita l'incidente di Cabo Rojo. Quanto alla morte misteriosa di Diego Segarra e alla base aliena segreta ai piede del Monte El Cayúl o al largo di Cabo Rojo, solo Jorge Martin riferisce di quest'incidente in base alle opinioni di Diego Segarra che parlava "di una possibile base aliena vicino alla riva, forse sotterranea o subacquea". La voce fece il resto.

 

Il caso di Maria Rosaria

Fra i residenti di Porto Rico sottoposti a probabile sequestro alieno c’è la Signora Maria Rosaria, più volte intervistata da Jorge Martin.
Maria Rosaria: “Quello che mi è accaduto è molto importante ed è estremamente reale. Non è molto differente da ciò che sta accadendo ad altre donne, almeno sull’isola di Porto Rico. Voglio dire che questo è importante perché le nostre vite cambieranno. E’ tutto assolutamente vero, perché puoi parlare con loro, puoi toccarli e puoi sentire tutto quanto in modo molto profondo. Nel mio caso, ero sdraiata sul letto, era molto presto, erano le dieci, le dieci e mezza di sera, stavo guardando la televisione ed ho sentito un rumore molto forte. Non sapevo da dove provenisse ed improvvisamente nella mia stanza apparvero due piccole creature. Io ero paralizzata ed avevo perso conoscenza. Quando aprii gli occhi, mi trovavo in un luogo dove stavano esaminando il mio corpo. Mi dissero che ero in ottime condizioni, che il mio fisico era perfetto. Quindi fecero una visita ginecologica ed estrassero qualcosa dalla mia ovaia sinistra. Direi che questo è ciò che accadde la prima volta. La seconda volta si presentarono nello stesso modo, con la stessa procedura. Io persi nuovamente conoscenza e quando aprii gli occhi mi trovavo in un posto, direi simile a Cabo Rojo. Mi portarono in un luogo sulle montagne di Porto Rico e mi mostrarono una grossa bambina. Quando vidi questa bambina non ci potevo credere, perché ero io, quella bambina ero io. Gli dissi: “cos’è? E’ impossibile, come siete riusciti, è impossibile. Quella sono io, quella bambina sono io”.
Forse essa è nata dal mio materiale genetico, perché quella bambina ero io, ed è così che mi sento, è in questo modo che sento quella bambina, quella bambina ero io.
Credo che vogliano impiantare qualche forma di vita sul nostro pianeta. Non riesco a spiegarlo chiaramente. Ci sono delle informazioni che non riesco a ricordare. Ci sono altre informazioni che non posso rivelare a nessuno, ma credo che questo tipo di vita verrà molto presto impiantato sul nostro pianeta. Non so quanto presto, ma molto presto".

 

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