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Sogno a colori o in bianco e nero

Ruota dei colori
Ruota dei colori

Cosa significa sognare a colori e qual è la differenza con i sogni in bianco e nero? Sono domande frequenti e che indicano le emozioni e la curiosità suscitata dalle diverse percezioni del materiale onirico. Sognare a colori o sognare in bianco e nero, dà sensazioni molto diverse ed è inevitabile che il sognatore si domandi se la presenza o l’assenza di colore influisca  sul significato del sogno. Tuttavia, non sempre l’attenzione si focalizza sui colori dei sogni, molto spesso sono le vicende messe in scena  a far emergere emozioni e curiosità, e risulta difficile ed ininfluente allora ricordare la presenza  o l’assenza di colore. Al contrario, quando sono i colori o la visione in bianco e nero a catturare il ricordo o a far nascere un’emozione, è possibile che questo influisca sul significato  generale del sogno ed è normale che il sognatore sia incuriosito, voglia saperne di più e si chieda quale sia la differenza fra i sogni a colori e i sogni in bianco e nero. Sarà che i colori ci affascinano e sono un esempio della meraviglia e dell’inconoscibilità dell’universo, sarà che stimolano e catturano la fantasia e che più facilmente ci mettono in contatto con il sublime ed il numinoso, che sognare a colori può esser considerato un tentativo di elevare la coscienza, di penetrare il mistero della vita, ma anche di segnalare il distacco dal passato ed il passaggio in nuove fasi della vita. I sogni a colori possono avere la funzione di ampliare la percezione personale della propria realtà, indurre il sognatore ad aprirsi al mistero della vita, avere un legame diretto con l‘inconscio collettivo e con temi relativi all'evoluzione personale.
I grandi sogni, in cui compaiono immagini che danno una dimensione archetipica e grandiosa dell’esistenza, sono spesso sogni a colori e hanno la caratteristica di presentare una qualità di vividezza, una brillantezza e una rilevanza superiori a quella della realtà. Sognare a colori facilmente si collega al percorso interiore che il sognatore sta vivendo e crea, proprio attraverso il colore e la vivacità delle sue vibrazioni, una sorta fascinazione che ha lo scopo di richiamare l’attenzione ed il ricordo. Alcuni sogni di questo genere sono sogni lucidi in cui l’io onirico del sognatore si mantiene vigile e ed ha la consapevolezza di sognare, mentre tutto intorno i colori del paesaggio onirico creano un’atmosfera vivida ed incantata o grottesca e spaventosa.
Esperimenti fatti nei laboratori del sonno, mostrano che il risveglio in fase REM induce più facilmente il ricordo di sogni a colori. Le immagini di questi sogni non devono esser ripescate dal profondo come spesso accade per i sogni della mattina e  mantengono così una qualità di  freschezza ed immediatezza che influisce sul colore. Sono immagini che non sbiadiscono.
I sogni in bianco e nero sono spesso legati al materiale comune e quotidiano, e più appaiono sbiaditi o assumono tonalità seppia, più possono riferirsi al passato e a ricordi che stanno emergendo. Sognare in bianco e nero può essere considerato un modo usato dalla psiche per “tenere i piedi per terra”, per concentrarsi su questioni di utilità pratica e sulla rielaborazione di temi quotidiani ed urgenti.
Sono sogni legati al proprio vissuto, alle esperienze da rivedere e comprendere, alle situazioni preoccupanti o pesanti, alle incombenze giornaliere. Sognare in bianco e nero può rivelare anche un carico di malinconia, di frustrazione o di dolore.
Di fronte alla domanda perchè si sogna a colori o in bianco e nero, si può rispondere allora che sono i pensieri e gli interessi del sognatore ad orientare questa divisione, la sua visione della vita come corsa ad ostacoli, o lotta per “avere”, o la sua consapevolezza di “essere”, come individuo in cammino non separato da altri.

Significato dei colori

Significato e proprietà del colore Viola

Nello spettro luminoso, il colore Viola è posizionato agli antipodi del Rosso e simboleggia l’attitudine a identificarsi con il prossimo. Abbinato al settimo Chakra il Viola evidenzia e accentua la parte emotiva dell’individuo, rendendolo, di conseguenza, fragile e facilmente attaccabile. Il colore Viola stimola il desiderio di avere un legame, sia fisico che emotivo, molto intenso con la persona amata. Questo colore accresce, inoltre, la capacità creativa e la fantasia inibendo, di contro, l’eccesso di razionalità. Il colore Viola ha la capacità di rendere la persona seducente ma, di contro, anche molto inquieta e suggestionabile.

La personalità secondo il colore Viola

Chi ama il colore Viola è pervaso dal forte desiderio di essere accettato e di piacere alle persone che lo circondano. Di solito denota una predisposizione ad essere apprensivo e impacciato, ma desidera anche essere compreso e che venga trattato con modi gentili. Chi predilige il Viola trova difficoltoso controllare il suo livello emozionale, ma sa anche accantonare la troppa razionalità. Amante dell’arte in tutte le sue forme, adora le forti sensazioni che provengono dal contatto con l’ambiente e le persone. Chi rifugge il colore Viola tende ad essere diffidente ed esageratamente critico verso tutti. Fa della razionalità e della logica la sua arma in grado di proteggerlo da ogni tipo di stato emozionale.

Significato e proprietà del colore Rosso

Il colore Rosso è simbolo del sangue e dell’energia vitale sia mentale che fisica. L’uso di questo colore aiuta a combattere le energie passive infondendo una straordinaria forza sia psichica e che motoria. Abbinato al primo Chackra, il colore Rosso simboleggia l’estroversione e la forza di volontà. Influendo sul battito cardiaco e sulla pressione sanguigna, stimola il nostro corpo accelerando i ritmi vitali. Il Rosso è quindi sinonimo di forte passionalità, di grande personalità e di fiducia in se stessi. Inoltre, il colore Rosso stimola la creatività e aumenta le capacità di autoconservazione.

La personalità secondo il colore Rosso

Chi preferisce il colore Rosso ha voglia di vincere e brama a posti di potere. E’ una persona con grande energia che ama agire e mettersi sempre in competizione con il prossimo e, soprattutto, con se stesso. Ha un carattere audace e desidera sempre colpire l’attenzione degli altri. I maggiori difetti di chi predilige il colore Rosso sono la presunzione, l’irascibilità e l’irrequietezza. Chi rifugge dal colore Rosso è una persona irrequieta, spesso incapace di affrontare le difficoltà che la vita gli presenta. Quasi sempre defilato preferisce mandare avanti gli altri rimanendo così dietro le quinte senza il desiderio di essere protagonista. Prevalentemente stabile nelle scelte quotidiane tende spesso a intraprendere strade già battute e sicure invece di tentare l’avventura prendendo altri percorsi. Odia l’espansività altrui rifugiandosi così nella sua perenne introversione.

Significato e proprietà del colore Arancione

Il colore Arancione è simbolo di armonia interiore, di creatività artistica e sessuale, di fiducia in se stessi e negli altri. Nello spettro luminoso si colloca tra il colore Rosso e il colore Giallo ed è abbinato al secondo Chackra. L’Arancione inoltre simboleggia la comprensione, la saggezza, l’equilibrio e l’ambizione. Questo colore, spesso associato alla salute del nostro corpo, agisce sulla nostra vitalità e su tutto quello che concerne l’assorbimento di ciò che si mangia. Libera inoltre da sintomi depressivi aumentando la capacità di reagire alle avversità della vita in modo repentino ed efficace. Simbolo per eccellenza di fertilità, il colore Arancione stimola la circolazione del sangue e da vitalità agli organi sessuali, sia maschili che femminili, favorendo la fecondità.

La personalità secondo il colore Arancione

Le persone che prediligono l’Arancione manifestano una chiara vitalità ed energia: la preferenza per questo colore quindi, rende tali persone capaci di imprese fuori dal comune; imprese, comunque, sempre serene e ponderate. Chi ama l’Arancione è anche una persona tendenzialmente ottimista e consapevole delle proprie capacità riponendo in se stesso, senza presunzione alcuna, una smisurata fiducia. Ama con gioia e trasporto e generalmente si trova in perfetta armonia con tutto ciò che la circonda.
Chi rifiuta l'Arancione tende a controllare costantemente la propria emotività. Sovente trova difficoltà nel rapportarsi con il prossimo e, ove ci fosse un problema, è portato ad ingigantirlo credendo così di non essere in grado di risolverlo. Chi rifugge dal color Arancione di solito non pondera le decisioni e agisce d’impulso: questo modo di affrontare le situazioni, che in un primo momento può sembrare efficace per raggiungere grandi obiettivi, viene bloccato dalla tendenza al pessimismo insito a chi non ama questo colore. Trova molta difficoltà inoltre, sia nella sfera sessuale che sentimentale, non abbandonandosi mai del tutto con fiducia, ma delegando alla ragione qualsiasi tipo di mossa.

Significato e proprietà del colore Giallo

Abbinato al terzo Chackra il colore Giallo è simbolo della luce del sole ma anche della conoscenza e dell’energia, sia dell’intelletto che nervosa. Il colore Giallo ha la capacità di regolare la frequenza del battito cardiaco e la pressione arteriosa. Inoltre, il Giallo agisce sul sistema digestivo e su quello epatico ma anche sulla vescica e la milza. I colori di tonalità gialla agiscono su diversi aspetti della nostra personalità e attitudini: generalmente infatti favoriscono l’estroversione e la capacità di concentrazione.

La personalità secondo il colore Giallo

Chi predilige il colore Giallo è una persona estroversa che accoglie con gioia le novità ed è solitamente dotata di una fervente immaginazione. Chi preferisce il colore Giallo manifesta una vitalità a fasi alterne con picchi più o meno alti. Molto prolifico in fatto di idee che applica al mondo reale è soggetto anche a rapidi cambiamenti di fronte. Ha molte aspettative sul suo futuro e adora rinnovarsi e fare nuove esperienze. Tende spesso a cercare l’approvazione delle persone che lo circondano e fa il possibile perché sia ammirato. Inoltre soffre la solitudine.
Chi rifugge dal colore Giallo si sente spesso deluso nelle sue aspettative e poco stimato dalle persone che fanno parte della sua cerchia di conoscenze. Cade spesso nella trappola della poca fiducia nei suoi mezzi anche se questa lacuna può essere colmata anche solo riaccumulando energia perduta.

Significato e proprietà del colore Bianco

Il colore Bianco comprende tutti i colori dello spettro luminoso e come significato sta agli antipodi del colore Nero: infatti simboleggia il confine che segna l’inizio della fase vitale. Il Bianco esprime speranza per il futuro, fiducia nel prossimo e nel mondo in genere. Rappresenta lo stato di purezza e i nobili sentimenti e la voglia di cambiamento.

La personalità secondo il colore Bianco

Chi ama il Bianco rivela una spiccata tendenza al fatalismo, ma al contempo esprime creatività e immaginazione. Chi preferisce il Bianco ha il continuo desiderio di cambiamento e viene stimolato dalle novità che la vita gli presenta. Ha grande fiducia negli altri e in tutto ciò che il futuro gli riserva ma, allo stesso tempo, può crearsi delle illusioni e peccare di ingenuità.
Chi rifiuta il colore Bianco non si fida molto degli altri e ritiene che il futuro vada scritto senza lasciare al caso o al “fato” le redini dei giochi. Sovente fermo sulle sue posizioni, non ama le novità ed è restio ad apportare bruschi cambiamenti nella propria vita. Molto pragmatico e razionale difficilmente, chi non sopporta il Bianco, lascia spazio all’immaginazione e alla sensibilità d’animo.

Significato e proprietà del colore Verde

Il colore Verde simboleggia la perseveranza e la conoscenza superiore. Associato al quarto Chackra, nello spettro della luce, si colloca tra il Giallo e l’Azzurro. Il colore Verde emana senso di equilibrio, compassione e armonia; trasmette amore per tutto ciò che riguarda il regno naturale favorendo il giusto contatto con le leggi della natura e con il rispetto delle tradizioni. Oltre ad avere un effetto calmante, il colore Verde infonde senso di giustizia e grandezza d’animo oltre a conferire tenacia e perseveranza nel seguire i propri progetti. Di contro, il Verde crea una sorta di resistenza ai cambiamenti. Risultato della combinazione dei colori Blu e Giallo, il Verde rappresenta anche la tensione, risultato del senso di quiete emanata dal blu e dell’energia infusa dal Giallo. Il colore Verde inoltre, rappresenta l’energia accumulata non esternata portando, sovente, ad un eccessivo autocontrollo e bisogno di dominare sia le persone che gli eventi.

La personalità secondo il colore Verde

Chi predilige il colore Verde tende ad autoesaltarsi dando, spesso, la sensazione di sentirsi superiore al prossimo.

Inoltre, chi ama il colore Verde, è caratterizzato dal continuo desiderio di fare bella figura e impressionare; non accetta cambiamenti nei suoi modi di agire dato che, sentendosi il migliore, l’adattamento agli altri lo svilirebbe nella sua alta considerazione di sé. Conservatore e abitudinario, chi sceglie il Verde si sente spesso insicuro dando prova di fragilità nei confronti di se stesso. Chi rifiuta il Verde è costantemente soffocato dalla morsa degli obblighi e si sente costretto a compiere azioni e fare ciò che non vuole. Spesso si sente frustrato perché crede di non essere all’altezza delle sue grandi aspettative.

Significato e proprietà del colore Azzurro

Il colore Azzurro, collocato tra il Verde e l’Indaco nello spettro luminoso, è simbolo di comunicazione attraverso la creatività. Colore emblema della lealtà e dell’idealismo, trasmette senso di pacatezza aiutando la meditazione e l’estroversione. Inoltre stimola il sonno e favorisce i rapporti di diplomazia. Associato al quinto Chackra il colore Azzurro tende, inoltre, a favorire l’abbassamento della pressione arteriosa.

La personalità secondo il colore Azzurro

Chi ama l'Azzurro è portato ad avere un comportamento armonioso verso l’ambiente e le persone che lo circondano. Anche se non è mai soddisfatto pienamente del mondo in cui vive ha piena fiducia nelle proprie capacità e trova nell’espressione artistica e psichica pieno appagamento. Molto abile a far tesoro delle proprie esperienze, chi si avvicina all’Azzurro ha un’innata capacità di riflessione che si esplica sia prima di una sua azione che dopo. Capace di stringere legami molto profondi con le persone che ama, si fa coinvolgere molto frequentemente nella sfera psichica più che in quella fisica. Chi rifiuta il colore Azzurro è tendenzialmente poco tollerante e poco accomodante, reagendo sovente con animosità ed ermetismo alle situazioni spiacevoli e poco soddisfacenti. Incline ad essere aggressivo e iroso, se impossibilitato a sfogarsi o a scaricare la tensione accumulata, si rifugia nell’autocommiserazione. Chi rifugge l’Azzurro tende, tra le altre cose, a non imparare dai propri errori e trova molta difficoltà a stare solo con se stesso.

Significato e proprietà del colore Blu

Simbolo di armonia ed equilibrio, nonché di calma, il colore Blu ha la facoltà di rilassare portando equilibrio nella sfera emotiva. Trasmette, inoltre, una certa sensibilità, portando l’individuo ad essere più vulnerabile ad eventuali “attacchi” esterni. Il colore Blu ha la capacità di normalizzare la frequenza del battito cardiaco e la pressione, tendendo così a rilassare il corpo e ad allontanare il senso di ansia.

La personalità secondo il colore Blu

Chi predilige il Blu è un individuo dai sentimenti profondi, pacato e con una forte capacità di trovare il proprio equilibrio interiore. E’ una persona che fa degli ideali la sua arma vincente e trova la stabilità grazie al suo attaccamento alle tradizioni. Generalmente, la persona che ama il colore Blu tende ad evitare ambienti particolarmente caotici e le persone iraconde.
La persona che respinge il Blu è di solito ansiosa e ha la sensazione che le sue qualità siano poco apprezzate. Rifugge tutte le situazioni che rendono la sua vita poco gratificante e tutti gli ambienti in cui non si sente in armonia. Tende a deprimersi se tutto ciò che lo circonda non è consono al suo modo di vedere e allo stile di vita che ha immaginato per sé.

Significato e proprietà del colore Indaco

Collocato tra l’Azzurro e il Viola nello spettro luminoso il colore Indaco è simbolo di spiritualità e risveglio interiore. Associato al sesto Chackra, l’Indaco agisce sui nostri sensi aumentando il tono dell’umore in caso di malinconia o di leggeri stati depressivi. Il colore Indaco, inoltre, ha un forte potere rilassante e aiuta nelle pratiche meditative.

La personalità secondo il colore Indaco

La persona che predilige l’Indaco tende a elevarsi e a guardare con occhio critico la realtà che la circonda. Questa tendenza fa in modo che la stessa realtà venga meglio compresa per ottenere così un appagamento interiore che il mondo esteriore nega all’individuo. Alla continua ricerca di armonia e affinità con le persone che lo circondano, chi ama l’Indaco può subire dei repentini attacchi di malinconia dalla quale esce attraverso captando dal mondo esterno emozioni e segnali positivi.
Al contrario di chi si avvicina all’Indaco, chi lo rifiuta ha grandi difficoltà nel trovare armonia sia con le persone che lo circondano sia con l’ambiente in cui vive. Facile preda di attacchi depressivi, dai quali trova grandi difficoltà ad uscire, la persona che rifugge l’Indaco a uscire, riflette in maniera caotica rischiando spesso di rimanere impigliato nella rete dell’emotività. Una delle tendenze principali di questi individui è quella di addossare ad altri la colpa di eventuali fallimenti o la causa del proprio malessere.

Significato e proprietà del colore Marrone

Ottenuto dalla combinazione del Rosso, del Giallo e del Nero, il colore Marrone è simbolo di soddisfazione a livello fisico. Questo colore è il risultato della vitalità del colore rosso purificata dalla consapevolezza del Giallo e, il Giallo e Rosso insieme, attenuano il senso di ribellione espresso dal colore Nero.

Il marrone quindi, risultato di questa combinazione, esprime emotività e sensualità, ma anche, equilibrio, buona salute e bisogno di soddisfazioni sensuali.

La personalità secondo il colore Marrone

Chi sceglie il colore Marrone ha un costante bisogno di sentirsi bene con il proprio fisico ed è alla continua ricerca di armonia. Generalmente, chi predilige il Marrone, è una persona positiva e soddisfatta della vita che conduce.
Chi rifiuta il Marrone non mette in primo piano le soddisfazioni derivanti dal benessere fisico mentre tende sempre a primeggiare non concedendosi alcun tipo di debolezza.

Adora che le sue gesta vengano approvate dalle persone a cui più tiene ed è costantemente preoccupato di deludere le aspettative che gli altri pongono nella sua persona.

Significato e proprietà del colore Rosa

Simbolo della capacità di dare e riceve amore, il colore Rosa conferisce passione e vitalità nell’amore per altri e per se stessi. Ha la funzione di aumentare l’intuito nelle donne e aiutano a mettere gli uomini in condizioni di capire al meglio le donne. La caratteristica principale del colore Rosa è quella alleggerire la mente e di fugare pensieri negativi che vi si possono annidare. Ma questo colore, simboleggia anche la capacità di aprirsi verso il prossimo in un continuo ed equilibrato scambio tra il dare e il ricevere. Infonde inoltre la capacità del perdono ed esprime il reciproco bisogno di dare e riceve tenerezza.

La personalità secondo il colore Rosa

Chi predilige il Rosa è capace di grandi amori passionali dove dona tutto se stesso con totale abnegazione. Ha il forte desiderio di comprendere il partner ed amarlo con tutto se stesso fino ad annullarsi. Chi ama il colore Rosa è una persona che predilige ambienti ovattati ed eterei e desidera stare in compagnia di persone che esprimono tenerezza. La dote più grande per chi predilige questo colore è la facilità con cui può entrare in contatto con tutto quello che lo circonda attraverso i sensi. Chi rifiuta il Rosa ha paura di uscire allo scoperto e mostrare il suo lato debole temendo di venir ferito. Questa paura può portare l’individuo a chiudersi in se stesso senza mostrare il suo lato tenero e affettuoso. La conseguenza di questo atteggiamento può portare la persona ad essere arida e dura. Inoltre, chi rifugge il Rosa diffida delle sfumature della sensualità e preferisce la limpidezza della ragione.

Significato e proprietà del colore Grigio

Il colore Grigio è simbolo di distacco che denota un atteggiamento di auto protezione. Il Grigio conferisce neutralità o comunque un atteggiamento di prudente attesa di fronte alle scelte. Questo colore aiuta nella propria difesa e protezione, accresce saggezza e prudenza ma al contempo rende distaccati e introversi.

La personalità secondo il colore Grigio

Chi predilige il Grigio non è sereno e cerca, in ogni situazione che gli si presenta, di prendere tempo o comunque di distaccarsi da contesti che gli possano procurare ansie e tensioni emotive. Inoltre, chi apprezza il colore Grigio ha un carattere che poco si adatta alle circostanze con il rischio di essere messo in disparte accrescendo così quella sensazione di inadeguatezza che lo porta a comportarsi in modo disinteressato verso tutto ciò che fa.
Chi rifugge il colore Grigio è solitamente un individuo molto impegnato in diverse attività sia per ricavarne un vantaggio personale che per paura di essere estromesso. Chi rifiuta il Grigio è in un perenne stato di tensione e ha paura di tutto ciò che non è tangibile o ignoto.

Significato e proprietà del colore Nero

Il colore Nero è la negazione del colore per antonomasia e rappresenta il confine che segna la conclusione della fase vitale.

Il colore Nero quindi, esprime negazione per la vita futura con conseguente rifiuto a lottare, negazione per la realtà in cui si vive con conseguente ribellione e aggressività. Il colore Nero conferisce un senso del sacrificio, tenacia, pessimismo, abnegazione e risolutezza nel perseguire le proprie mete.

La personalità secondo il colore Nero

Chi predilige il colore Nero sostiene che il futuro gli riservi scarse opportunità favorevoli ed è convinto che la responsabilità di tutto sia del mondo in cui vive e della società. Da queste convinzioni recondite ne consegue un comportamento apparentemente rinunciatario che può sfociare in rabbiose ribellioni.
Chi ripudia il Nero vuole esprimere la voglia di libertà e di non farsi comandare dagli altri, di non essere succube e non rinunciare a niente. Di solito chi rifiuta il nero pecca di altruismo e, anzi, spesso pretende dagli altri molto più di quello che può fare per gli altri.

Dove nascono i sogni?

Sognare
Sognare

Un gruppo di ricercatori svizzeri ha identificato l' area cerebrale che genera l' attività onirica, indipendente da quella che governa il sonno. La scoperta è stata realizzata studiando il caso di una donna che, dopo un ictus, non sognava più.


Ora lo sappiamo: i sogni nascerebbero nel cosiddetto giro linguale inferiore, una regione dell'area parieto-occipitale della corteccia cerebrale, posta in profondità dietro le orecchie e che controlla le funzioni visive. Non sembra davvero un caso: il sogno è infatti come un film tridimensionale dove, sia che si partecipi in prima persona, sia che si assista da spettatori, la sensazione prevalente è sempre quella visiva. A scoprire «l' area dei sogni» sono stati alcuni medici svizzeri, mentre studiavano una paziente colpita da una lesione cerebrale.

La loro ricerca è stata pubblicata dalla prestigiosa rivista scientifica «Annals of Neurology» e rappresenta la prima dimostrazione che esiste un sistema d'innesco dei sogni indipendente da quello del sonno. Ciò potrebbe anche permettere di capire meglio l'esperienza dei «sogni ad occhi aperti», caratteristica delle allucinazioni.
L' identificazione dell'area «dei sogni» si deve a un gruppo di ricercatori dell'Ospedale Universitario di Zurigo, diretti dal neurologo Claudio Bassetti, che hanno studiato una paziente ipertesa di 73 anni.


Lesione strategica


La donna, dopo essere stata vittima di un ictus dell'arteria occipitale, non poteva più sognare, pur riuscendo benissimo a dormire. La lesione che bloccava i suoi sogni si era verificata nel giro linguale inferiore, una circonvoluzione cerebrale che si trova nella corteccia parieto-occipitale ( dietro e lateralmente nel cranio ) l'area che controlla le funzioni visive. Non a caso, la paziente, oltre ai sogni, aveva anche perso altre funzioni correlate alla vista, come la percezione dei colori e parte del campo visivo. Individuata l'area d' ischemia cerebrale ( quella cioè dove era venuto a mancare per un certo tempo l'apporto di sangue ), i medici hanno potuto risolvere con un normale trattamento farmacologico questi ultimi problemi nel giro di 2 giorni.

I sogni, però, a distanza di oltre un anno, non erano ancora tornati.


Fase REM


I ricercatori hanno anche monitorato la donna con un polisonnigrafo ( uno strumento per studiare le onde cerebrali durante il sonno ) per 6 settimane, ma non hanno riscontrato alcuna interruzione delle fasi del suo sonno e, soprattutto, hanno verificato che era sempre presente un normale sonno REM ( da Rapid Eye Movement, cioè movimenti oculari rapidi ), quello associato ai sogni, che in genere insorge dopo 2 ore dall'addormentamento e viene definito "paradosso" perché, pur essendo il più profondo dei 5 stadi che si attraversano ogni notte, all'elettroencefalogramma presenta un' attività con frequenze miste e di basso voltaggio, che ricorda lo stadio di veglia. Anche se alla paziente svizzera non accadeva mai, l'80%  dei soggetti risvegliati durante la fase REM, riferisce che stava sognando e questo sonno viene da sempre associato alla produzione onirica. Lo studio svizzero ha però messo in evidenza che le 2 attività cerebrali ( sonno e sogno ) sono controllate da 2 sistemi differenti. Sistemi di controllo «Siamo abituati ad assimilare fra loro questi 2 processi ( puntualizza Pasquale Montagna, Prof. di Neurologia al Dipartimento di Scienze Neurologiche dell'Università di Bologna, uno dei maggiori studiosi italiani di sonno ) ma invece si tratta di 2 fenomeni apparentemente diversi». «Si potrebbe considerare il sonno REM come una sorta d'interruttore che, per così dire, "accende" il sogno», prosegue lo specialista.

«Secondo accreditati studiosi, l'unica struttura cerebrale capace di sognare non può che essere la corteccia prefrontale. Tuttavia, è noto che l' interruttore del sonno REM si trova nel tronco encefalico, a livello del ponte dorso-laterale ( si veda il disegno ). E lo studio svizzero mi sembra importante più per quanto ci dice sul sonno REM che non sul sognare, che, adesso, diventano 2 processi differenti ( ma non indipendenti ), dove il sonno REM "contiene" e "permette", per così dire, il sogno come processo mentale».


Amnesie oniriche


Già prima di questa ricerca, diversi dati clinici indicavano come le lesioni che maggiormente disturbano la produzione dei sogni, quelle che si verificano nelle aree posteriori del cervello, le parieto-occipitali. «Ma rimane una domanda da farsi: questi pazienti perdono la capacità di sognare o di ricordare i sogni?» incalza il professor Montagna. «Non è la prima volta che si affronta questo problema». 2 circuiti «Alla luce dei risultati del gruppo di Zurigo, si potrebbe comunque ipotizzare che i sogni abbiano 2 registi: i circuiti della corteccia prefrontale, dove risiedono facoltà intellettive superiori connesse, ad esempio, alla rievocazione dei ricordi, i quali organizzano e regolano l'attività onirica generata un po' disordinatamente dai circuiti della corteccia posteriore che, per la sua specifica funzione, impartisce alle immagini oniriche una connotazione prevalentemente visiva» conclude Montagna.

A ogni buon conto, dopo un anno, la paziente della Svizzera tedesca ha ricominciato a sognare, ma con non più di un sogno alla settimana ( prima la signora sognava, in media, almeno 3-4 volte alla settimana ). I suoi sogni, comunque, non sono più stati vividi e intensi come prima, un po' come se adesso guardasse la pellicola sbiadita di un vecchio film in bianco e nero.


Volti e paesaggi che all'alba spariscono


La sindrome di chi al risveglio non ricorda più.

La perdita della capacità di sognare associata ad alterazioni della vista dopo una lesione dell'area occipitale, rientra nella sindrome di Charcot-Wilbrand, così chiamata da quando il francese Jean-Martin Charcot, padre della moderna neurologia, la descrisse per primo nel 1883, subito seguito nel 1887 dal collega tedesco Hermann Wilbrand. In entrambi i casi si trattava di pazienti che non ricordavano i sogni, ma, mentre quello di Charcot, era diventato del tutto incapace a rivisualizzare mentalmente i ricordi da sveglio, quello di Wilbrand non riusciva a farlo solo per le facce, come se avesse una sorta di «prosopagnosia» onirica, disturbo patito anche dal noto ingegnere-filosofo napoletano Luciano De Crescenzo per le facce incontrate di giorno. Charcot definì tale condizione «irreminescenza visiva» e in questi pazienti spesso essa si associa a «topografo-agnosia», cioè alla incapacità di riconoscere luoghi che dovrebbero essere familiari, una situazione che, durante un sogno, può peraltro accadere a chiunque. La sindrome di Charcot-Wilbrand è molto rara, e presenta più spesso disturbi a carico della vista, piuttosto che oblio per i sogni. Studi più recenti hanno indicato che alcune aree della corteccia occipitale sono implicate specificamente nel riconoscimento visivo delle facce e dei particolari di un paesaggio, capacità indispensabili per ricostruire il set e gli attori del film onirico che viene assemblato nella lingula.

Tali aree collaborerebbero con la corteccia prefrontale anche ad elaborare dal punto di vista emotivo il ricordo di queste immagini, costituendo un sistema adattissimo a gestire i sogni.


Sulla mappa del cervello


Un «interruttore» dietro l' orecchio Nel disegno le aree cerebrali interessate nel meccanismo dei sogni secondo la ricerca di cui si parla nell'articolo. La zona di «accensione» dell'attività onirica sarebbe nel giro linguale inferiore, che è in relazione con la corteccia parieto-occipitale ( che controlla le funzioni visive ).

L'«interruttore» del sonno REM ( durante il quale si sogna ) è invece nel tronco encefalico.

Peccarisi Cesare

Fonte

Incubi: quando sognare fa paura

Sognare
Sognare

L'esperienza del sonno può diventare terrificante se facciamo dei sogni angoscianti... specie se sono così vividi da sembrare reali. Nel linguaggio comune, quando viviamo un'esperienza estremamente piacevole, diciamo che "abbiamo l'impressione di trovarci in un sogno". In modo analogo, quando capitano disgrazie, lutti o tutto ci va storto, possiamo commentare che "ci sembra di stare in un incubo". Questi 2 modi di dire rispecchiano in modo fedele la diversa qualità dei nostri sogni: belli o brutti.
L'aspetto del Babau: i brutti sogni sono caratterizzati da un contenuto sgradevole e da sentimenti come il senso di colpa, l'ansia, la solitudine o la depressione.

Queste sensazioni possono anche diventare più acute e incontrollabili e le immagini più terrificanti e realistiche.

In quel caso, l'agitazione ci spinge a svegliarci, ma abbiamo come l'impressione di rimanere intrappolati o attirati nel sogno.
Tutti abbiamo passato delle notti tormentate da incubi, ma per 1 persona su 10 sono un problema grave e ricorrente che influenza negativamente diversi aspetti della vita e crea un costante stato di apprensione riguardo il  momento di andare a letto. Non tutti i brutti sogni sono uguali; si possono distinguere in base alla fase del sonno in cui si presentano o alle cause che ne sono all'origine.

I tipi di incubi:  fondamentalmente, possiamo classificare gli incubi in tre categorie:

 

  • Incubi REM ( cioè che si realizzano durante la fase del sonno in cui sogniamo )
  • Incubi Non REM ( iniziano quando l'individuo è nel sonno profondo e sono molto simili a delle allucinazioni )
  • Incubi Post-traumatici

 

Vediamo ora quali sono gli elementi che li contraddistinguono.
Gli inbubi REM e Non-REM: queste 2 forme hanno la stessa origine, ma il modo in cui si manifestano è diverso.

 

  • Le cause sono le stesse: entrambi sono dovuti a disagi sul piano emotivo, a stress prolungati o particolarmente intensi o a disturbi della personalità. I problemi di questo tipo danno luogo a incubi ricorrenti.
  • Le manifestazioni sono diverse: la principale differenza consiste nella vividezza delle scene e nell'intensità del coinvolgimento emotivo. Gli incubi REM sono comuni sogni, ma più cupi e angoscianti; i secondi, invece, sono molto più simili a delle allucinazioni: la persona ha l'impressione di essere sveglia e suoi sensi le dicono che ciò che avverte, per quanto improbabile ( come vedere che le coperte si sollevano, mentre qualcosa si muove sotto di esse ), è vero. Lo spavento che questa percezione genera è enorme.

 

Di altra natura è il 3° tipo di incubi.
Gli incubi Post-Traumatici: si tratta della ripetizione nel sonno di fatti sconvolgenti realmente avvenuti, come un drammatico incidente d'auto, una violenza sessuale o un'aggressione ( non a caso, l'incubo post-traumatico è uno dei disturbi più frequenti dei veterani di guerra ).
Questi incubi di solito iniziano poco dopo l'addormentamento, ma possono verificarsi in qualunque fase del sonno e più volte nel corso della stessa notte. Il tema rimane invariato: si rivive l'evento doloroso. Spesso questa forma è accompagnata da ampi e bruschi movimenti del corpo. Se chiunque di noi ha avuto degli incubi, non per tutti è diventato un problema.

Ciò dipende dall'interazione di diversi fattori: fra questi spicca innanzitutto, il possedere un carattere predisposto.

La ricerca ha messo in luce che esistono personalità che, sottoposte a pesante stress o debilitate da lunghi periodi di malattia, hanno un alto rischio di soffrire di questo disturbo.

Qui di seguito diamo una definizione e una descrizione di questi temperamenti.

Chi è più predisposto:


Esistono 3 disposizioni del carattere che rendono più vulnerabili a sviluppare dei sogni angoscianti.

 

  1. Il temperamento schizoide:                                   Le persone che hanno questo tratto tendono a essere isolate, schive e inibite. Possono passare, da un giorno all'altro, da uno stato di esaltazione e di iperattività a condizioni di passività, apatia e trascuratezza. Spesso convivono con forti sensi di colpa e si chiudono in se stessi, assorti in fantasie diurne dal tenore generalmente sgradevole.
  2. Il tipo A:                                                           questo carattere, studiato originariamente perché particolarmente soggetto a rischio di infarto, si è rivelato tipico di individui che presentano un'alta frequenza di incubi. Questo stile di personalità è caratterizzato da un'eccessiva frenesia, un'ambizione esasperata, una forte aggressività. Comune fra queste persone è l'assumere atteggiamenti rigidi e ostili e mostrare un eccessiva ripetitività e monotonia nelle loro abitudini.
  3. Il "Tenerone": Hartmann, un eminente studioso del sonno, ha scoperto che tra le personalità normali esistono 2 inclinazioni opposte nel rapporto con il proprio mondo interiore; ha chiamato questi 2 modi di essere: "Coriacei" e "Teneroni".                                   I primi sono razionali, schematici, imperturbabili.         I secondi sono aperti, flessibili ed emotivi.                Ma ciò che maggiormente contraddistingue le 2 disposizioni è il loro rapporto con l'esperienza del sogno e con quella dell'incubo in particolare. Per un ritratto più accurato dei 2 profili di personalità, si vedano le soluzioni del test in fondo all'articolo.

 

Un altro fattore che incide nel prodursi di incubi e nella sua evoluzione come malattia sono alcune cause di origine fisica; ne elenchiamo le principali.

Le cause organiche:


Gli incubi hanno un'alta incidenza fra i bambini; questo fatto sembra da attribuire all'immaturità del loro sistema nervoso e all'elevata impressionabilità.
L'assunzione protratta di droghe o di alcool può determinare un deterioramento dei neuroni ( le cellule ) del cervello e quindi predisporre all'insorgere di incubi.
Malattie del respiro come asma, enfisemi ( dei "buchi" nei polmoni ), apnea notturna ( una sospensione del sospiro che si presenta durante il sonno ) o il  russare accompagnato da brevi sospensioni del respiro aumentano il rischio di soffrire di incubi. La combinazione di asma e apnea accresce di 3 volte la frequenza di incubi rispetto a chi soffre solo di interruzioni del respiro. Il fenomeno è spiegato come una sorta di intossicazione del cervello, dovuto ad un accumulo di anidride carbonica. L'esperienza dell'incubo è piuttosto frequente in chi è stato da poco sottoposto ad interventi chirurgici. Quasi il 20% delle persone che subisce un'operazione, specie se è per motivi gravi, riferisce di incubi che tendono a presentarsi nella prima settimana dopo l'intervento. In genere, tendono a regredire spontaneamente e in breve.

In malati particolarmente sensibili, sembra che la stessa anestesia possa procurare alterazioni alla base di un periodo transitorio di incubi.
Anche aspetti come la qualità del sonno o certi comportamenti abituali possono contribuire all'insorgenza degli incubi.
Le cattive abitudini influiscono sui sogni:
Il primo e più importante dei comportamenti che predispone agli incubi è il passare le notti insonni: all'incirca 2 persone su 10 tra coloro che lamentano questo problema, soffrono  anche di incubi. Gli aspetti dell'insonnia che accrescono la vulnerabilità agli incubi sono:

 

  • Addormentarsi dopo un tempo eccezionalmente lungo  ( più di un ora )
  • Risvegli ripetuti nel corso della notte
  • Avere un sonno leggero
  • Lamentare rilevanti disagi fisici e mentali dopo una notte in bianco: ansia e irritabilità particolarmente accentuate, forti mal di testa, problemi di memoria
  • Fumare in modo eccessivo può accrescere la probabilità di fare incubi: la nicotina delle sigarette è uno stimolante; può, quindi aumentare l'eccitabilità che oltre a provocare difficoltà di addormentamento, crea un terreno fertile per il prodursi di incubi. Inoltre, il fumo genera disordini del respiro che, a loro volta, rendono più alta la possibilità di soffrire di questo disturbo del sonno.


Non sempre gli incubi possono essere considerati una malattia; non certo se capitano di rado. E' consigliabile rivolgersi ad uno specialista o ad un centro di cura del sonno in determinati casi:


I sintomi che suggeriscono di prendere provvedimenti per gli incubi:

 

  • Quando gli incubi vanno avanti ininterrotti dall'infanzia
  • Quando si presentano una o più volte al mese
  • Quando provocano disturbi del sonno: paura di addormentarsi, un sonno agitato e non ristoratore
  • Quando influenzano il vivere quotidiano: quando cioè i brutti sogni ci mettono di malumore anche durante il giorno
  • Quando sono associati a problemi nevrotici: come attacchi di panico, pensieri o comportamenti ossessivi*, tendenza all'isolamento o grosse difficoltà nel rapporto con gli altri.

Le circostanze che abbiamo elencato suggeriscono di correre ai ripari, perché quando gli incubi diventano una costante delle nostre notti, hanno pesanti ripercussioni sulla nostra salute.

I maggiori problemi che questa malattia determina sono di natura psicologica.
Le conseguenze psicologiche degli incubi: chi soffre di questo disturbo in modo frequente diviene più ansioso, vulnerabile, suscettibile. Presto sviluppa un incontrollabile timore di addormentarsi, con la conseguenza di passare notti insonni o con un sonno irrequieto. Le ripercussioni di tutto ciò sono distraibilità, difficoltà di concentrazione, calo della lucidità e difficoltà a tenere a mente le cose. In casi severi e protratti, l'individuo incorre in comportamenti nevrotici se non in problemi psichiatrici.

Le categorie a rischio:

 

  • Come si è detto, gli incubi sono piuttosto comuni tra i bambini. Tuttavia, a meno che non sia un fenomeno ricorrente, le cure più appropriate sono comprensione, rassicurazioni e affetto. In genere, questa sensibilità scompare da sé nell'adolescenza.
  • Le donne, fin da piccole, sono più soggette a incubi rispetto agli uomini; da giovani, raggiungono il picco di frequenza di questo disturbo dopo i 14 anni.
  • Anche le persone anziane sono più vulnerabili; in questa categoria il sesso più colpito rimane quello femminile.


3 disturbi confusi comunemente con gli incubi:

 

  1. Le Allucinazioni Ipnagogiche:                                 sono esperienze molto vivide di immagini, sensazioni, rumori che si presentano nella fase di addormentamento. In alcuni casi, sono talmente inquietanti da far trasalire l'individuo, che però si risveglia in uno stato di torpore in cui elementi frutto di fantasia si "mimetizzano" con l'ambiente. L'allucinazione ipnagogica più comune ed innocua è la sensazione di cadere che provoca un immediato risveglio e spesso uno scalciare scomposto. Le cause di queste esperienze possono essere carenza di sonno, stress o l'effetto collaterale di qualche farmaco. Talvolta, preannunciano una notte con incubi.
  2. La Paralisi del sonno:                                               al risveglio, l'individuo avverte per alcuni secondi un'incomprensibile e totale incapacità di muoversi. Questo fenomeno è dovuto al mantenersi della condizione di atonia muscolare che caratterizza i sogni; in altre parole, si verifica una sfasatura nel risveglio: la mente è già cosciente, mentre il corpo è rimasto ancora nel sonno. L'origine di questo problema va ricercato negli stessi motivi che provocano le allucinazioni ipnagogiche.
  3. Il Pavor Notturno:                                                    è un'esperienza molto affine all'incubo. Come l'incubo Non-REM, è caratterizzato da una sensazione di accentuato terrore, ma, a differenza di quest'ultimo, non è accompagnato da una maggiore coscienza e da allucinazioni. Inoltre, mentre gli incubi comunemente restano in mente, il Pavor Notturno è seguito da una assenza di ricordo di quale sia stato il motivo di tanto spavento. Tranne rari casi, ha radici genetiche e familiari.


Le cure: l'intervento principale nel caso di incubi è di carattere psicologico; l'approccio farmacologico è da usare con cautela e solo come terapia d'urgenza o, in casi severi, d'appoggio.       Le tecniche psicoterapeutiche di maggiore efficacia sono riportate nella sezione che segue. In un'altra cornice si possono trovare quali sono i farmaci che sono risultati più efficaci nel trattamento di questo disturbo.

I rimedi Psicologici:


  • L'interpretazione dei sogni:                                     è di grande aiuto nel comprendere e far fronte ai problemi rappresentati in forma simbolica nei sogni, mentre è pressoché senza effetto sugli incubi


  • La ripetizione immaginativa:                                   è una tecnica che si acquisisce in 3 fasi:
  1. trascrizione dell'incubo
  2. individuazione di un nuovo e positivo finale del sogno
  3. ripetizione con l'immaginazione della nuova conclusione. Si tratta di un procedimento tanto più efficace, quanto più l'individuo è in grado di produrre immagini dettagliate e a fuoco ed è capace di  a rimanere assorto e concentrato quando le visualizza.


  • Il sogno lucido:                                                         il sogno lucido è un'esperienza onirica contraddistinta dalla consapevolezza di sognare, dalla capacità di scegliere temi e di variare il contenuto dei sogni.           E' un procedimento che si apprende in fasi successive: rilassamento muscolare, immaginazione guidata, induzione di un sogno lucido.


  • L'ipnosi:                                                            vengono date suggestioni di rilassamento e viene suggerito che il sonno dell'individuo sarà tranquillo, sereno e profondo. Di fronte a incubi post-traumatici, con l'ipnosi si può far ritornare la persona al momento del trauma e modificare la sua reazione all'evento drammatico.


Alcuni consigli pratici per sconfiggere "Nightmare":

 

  • E' importante tenere a mente che non si è impotenti di fronte ad un incubo e che quest'ultimo desta uno stato di maggiore allerta; questa condizione può rendere lo scenario del brutto sogno ancora più angosciante, ma anche fornire un'insostituibile opportunità per intervenire sull'incubo. Gli accorgimenti che andiamo a suggerire possono essere acquisiti in modo relativamente facile da chi soffre frequentemente di incubi.

 

Quali segnali possono far presagire che avremo una "notte da incubo"?


Al momento dell'addormentamento, possiamo provare uno stato di insolito e pesante torpore.
Talvolta gli incubi sono anticipati da esperienze ipnagogiche      ( sempre presenti durante la fase in cui si sta per prendere sonno ) più intense e coinvolgenti. Quando ciò accade è consigliabile fare lo sforzo di svegliarsi e farsi una camomilla o comunque rilassarsi un po'.

Come capire quando un sogno sta per trasformarsi un incubo?

 

I segnali più comuni di quando il sogno sta prendendo questa piega sono:


  1. lo scenario diventa più cupo e tenebroso e i contenuti più spaventosi.
  2. Si avverte  un impulso a svegliarsi e contemporaneamente un forte intorpidimento.


Dopo un incubo, ci possono essere dei falsi risvegli.

 

Come ci si può accorgere di trovarsi ancora nell'incubo?

 

Anche se la sensazione che si prova è di estremo realismo, è importante fare attenzione a dettagli come una lampada che non si accende, improvvise variazioni di luminosità dell'ambiente o la presenza di oggetti che non si trovano nella stanza.


Come uscire da un incubo?

 

Se riusciamo ad associare uno degli elementi del sogno a qualche cosa che appartiene alla realtà, ci sarà più facile sottrarsi alla "forza magnetica" dell'incubo.


Cosa fare dopo essersi svegliati?

 

La cosa più sbagliata è riaddormentarsi, nella speranza di dormire bene. E' invece opportuno distrarsi e tranquillizzarsi: si può, ad esempio,  andare  al bagno o a bere un bicchiere d'acqua oppure leggere qualche pagina di un libro o ascoltare la radio.

 

Fonte

Remando tra i sogni - Marco Zanasi, Anna Maria Amore

Un libro di poche pagine da leggere.

Il libro fornisce molte risposte interessanti sui sogni.

Remando tra i sogni
Remando tra i sogni
Remando tra i sogni
Tutti noi sogniamo: chi quasi tutte le notti, chi molto di rado. Tutti noi ci siamo interrogati, almeno una volta, sul significato di un sogno: perché l’ho sognato! Come mai, proprio quella notte, prima che accadesse quel fatto o dopo che quel fatto era accaduto, ho fatto quel sogno, ho avuto quell’incubo! ....
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