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Incontri ravvicinati del 1° tipo

Incontri ravvicinati del 1° tipo
Incontri ravvicinati del 1° tipo

Visione dell'oggetto non identificato nei pressi dell'osservatore, senza interazioni di natura fisica con l'oggetto stesso. 

L'osservazione è sufficientemente dettagliata da riuscire a distinguere eventuali cupole, oblò, nonché forma e/o bagliori e suoni (ronzii o sibili) emanati.

Volo 1628 Japan Airlines

Japan Airlines Flight 1628 UFO incident
Japan Airlines Flight 1628 UFO incident

 

L'avvistamento del volo 1628 delle Japan Airlines è un avvistamento di UFO avvenuto nel novembre del 1986 nei cieli dell'Alaska da parte di un Boeing 747 cargo delle Japan Airlines.

Descrizione degli avvenimenti

Il 17/11/1986 un aereo cargo delle Japan Airlines stava volando da Parigi a Tokyo lungo una rotta che attraversava l'Islanda, la Groenlandia, il Canada e l'Alaska.

L'equipaggio era composto dal comandante Kenju Terauchi, dal co-pilota Takanori Tamefuji e dall'ingegnere di volo Yoshio Tsukuda. Lungo la tratta tra Reykjavik e Anchorage, intorno alle 17,10 l'equipaggio vide alcune luci circa 2000 piedi sotto l'aereo. I piloti pensarono ad alcuni caccia militari di pattuglia. Dopo pochi minuti 2 oggetti luminosi apparirono di fronte all'aereo quasi fermandosi ed emettendo fasci di luce di colore bianco e giallo-ambra, che illuminarono la cabina di pilotaggio; il comandante riferì di avere sentito sul viso il calore delle luci, mentre il co-pilota riferì che sugli oggetti si vedevano anche delle luci arancioni, rosse e verdi simili "alle luci variegate di un albero di Natale". I 2 oggetti tenevano il passo con l'aereo, muovendosi all'unisono tra di loro.

 

Alle 17,11, il Comandante Kenju Terauchi notò 2 velivoli lontani sulla sua sinistra a circa 610 mt sotto la sua quota di volo, pensando si trattasse di velivoli militari. Gli oggetti andavano a passo con la sua rotta ed alla stessa velocità.

 

Tra le 17,18 e le 17,19, gli oggetti virarono bruscamente verso JAL 1628 posizionandosi di fronte ad una distanza compresa tra i 300 ed i 150 metri, assumendo una posizione statica. Durante la manovra attivarono "una specie di spinta inversa, emettendo luci molto abbaglianti".

Per raggiungere la velocità dell'aereo durante il loro l'avvicinamento laterale, gli oggetti mostrarono ciò che Terauchi descrisse come una totale inosservanza dell'inerzia:

 

"gli oggetti volavano come se non esistesse la gravità. Acceleravano, poi si fermavano, poi riprendevano a volare alla nostra velocità, verso di noi, cosicché a noi pareva stessero fermi. Un istante dopo, cambiavano rotta. In altre parole, l'oggetto aveva sopraffatto la gravità".

 

La spinta in direzione contraria alla rotta causava un bagliore che durava dai 3 ai 7 secondi, con una ampiezza di raggio che al Capitano Terauchi era possibile percepire il suo calore.

 

A questo punto fu avvisato il Controllo Traffico Aereo ( alle 17:19,15" ) che confermò di non avere nessun oggetto sul radar nella posizione indicata da JAL 1628.

Dopo circa 3 minuti, gli oggetti si posizionarono lateralmente al Boeing 747, rimanendo in questo assetto per altri 10 minuti. Accompagnarono l'aereo con un movimento ondulatorio ed alcune rotazioni in avanti e indietro degli ugelli dei velivoli, il che faceva presumere che fossero comandati automaticamente, emettendo bagliori prima più forti poi più deboli.

Ogni oggetto aveva una forma quadrata, formata da 2 parti rettangolari che sembravano ugelli o propulsori ardenti, separati da una sezione scura centrale.

 

Il Comandante Terauchi, durante il rapporto che disegnò, dichiarò che gli oggetti avrebbero potuto apparire cilindrici se fossero stati osservati da una diversa angolazione e che, il movimento che osservò degli ugelli potesse derivare dalla rotazione stessa dei cilindri. Gli oggetti si allontanarono improvvisamente verso le 17:23,13", muovendosi sotto la linea d'orizzonte verso est.

Il comandante vide in lontananza una pallida luminosità.

Il radar dell'aereo rilevò qualcosa ad una distanza di 13-15 Km; venne contattato il controllo di volo, che riferì di non vedere nulla sui radar ma contattò il Regional Operational Control Center della base militare di Elmendorf, che invece comunicò di rilevare un segnale radar. Dopo un po' l'aereo si avvicinò a Fairbanks e le luci della città permisero di individuare un altro oggetto, che ai piloti sembrò più grande di una portaerei. Il comandante chiese il permesso di modificare la rotta, ottenendolo. Il centro di controllo chiamò un aereo passeggeri della United Airlines partito da Anchorage verso Fairbanks e gli chiese di accertare se c'era qualcosa di anomalo quando avrebbe incrociato l'aereo cargo delle Japan Airlines. Nel frattempo il comandante dell'aereo giapponese riferì che l'oggetto era scomparso. I 2 aerei si incrociarono ad una distanza di 12 miglia e i piloti dell'aereo passeggeri non videro altri oggetti vicino all'aereo delle Japan Airlines. Fu allertato anche un aereo militare C-130 che volava nella zona, ma non vide nulla di anomalo. L'aereo giapponese atterrò ad Anchorage alle 18,20.

Inchiesta e spiegazioni

Nel dicembre 1986 la Federal Aviation Administration ( FAA ) aprì un'inchiesta sull'accaduto. L'equipaggio confermò i fatti, definendo i piccoli oggetti come "le piccole navi" e i grandi oggetti come "la nave madre". Si interessò alla vicenda anche il CSICOP e nel gennaio 1987 lo scettico Philip J. Klass pubblicò un articolo in cui affermava che gli UFO avvistati erano i pianeti Marte e Giove, allora eccezionalmente luminosi. Il 5 marzo 1987 la FAA convocò una conferenza stampa, in cui affermò che a parte un segnale radar non c'erano altri elementi per confermare quanto era stato riferito dall'equipaggio.

Dai tracciati di volo si poteva comunque escludere l'ipotesi dei pianeti, che si trovavano da un'altra parte rispetto alla cabina di pilotaggio. Qualche mese dopo, Klass pubblicò un altro articolo, in cui ipotizzava che l'avvistamento si poteva spiegare con il riflesso della luce della Luna sui cristalli di ghiaccio delle nubi, che avrebbero anche scomposto la luce nei colori dello spettro visibile come avviene con l'arcobaleno; il segnale radar si poteva spiegare con un eco riflesso sulle stesse nubi.

La spiegazione di Klass è stata rigettata dal fisico e ufologo Bruce Maccabee, che ha affermato che così non si spiegano i potenti fasci di luce bianca e gialla che sono stati irradiati dai 2 UFO più piccoli e che hanno illuminato la cabina di pilotaggio.

 

Avvistamento della Westall High School in Australia

Ufo from Westall High School
Ufo from Westall High School

Clayton South, Australia. È il 6 aprile del 1966. Una giornata come tante, in questa cittadina nello stato di Victoria, alle porte di Melbourne. Molti studenti della Westall  School sono in cortile, per la lezione di ginnastica. Ma alle 11 di quella tiepida mattina accade qualcosa, che rimarrà indelebile nella loro memoria. Un evento incredibile,  ritenuto uno dei più importanti avvistamenti di massa mai avvenuti nella storia dell'ufologia.

Il "caso Westall", per l'appunto.
Davanti a 200 ragazzini sbigottiti e ai loro altrettanto spaventati professori, appare un oggetto volante sconosciuto che compie un preciso percorso sopra le loro teste: si muove da destra verso sinistra, si ferma, scende verso gli alberi, poi risale e schizza via, in direzione sud, verso una riserva naturale, il Grange, dove spesso la scuola organizza corse campestri e gare sportive.
In una sorta di isteria collettiva, i ragazzi corrono per inseguire quella strana cosa in cielo che sembra tanto un disco volante, come quelli visti in TV o al cinema. Corrono e arrivano nel parco appena in tempo per vederlo atterrare nella radura. Solo una di loro, però, Tanya, spinta dalla curiosità si avvicina all'UFO a terra, mentre i compagni rimangono impietriti fino a quando non lo rivedono decollare e sparire all'improvviso. Trovano Tanya svenuta e vengono chiamati i soccorsi. "Nessuno l'ha più incontrata da allora, non è più tornata in classe", raccontano ora quegli adolescenti diventati uomini e donne di mezza età, ma con ancora negli occhi quelle scene stupefacenti. Le loro testimonianze sono state raccolte in un documentario, Westall '66, un mistero UFO di periferia, che ha cercato di fare luce su questo fenomeno subito insabbiato dalle autorità. Perché è esattamente quello che accadde, come i testimoni ancora oggi ricordano in modo nitido.  Graham Simmonds, all'epoca capitano della scuola, vide 2 forestieri, uno dei quali in divisa, pretendere la consegna della macchina fotografica con la quale un'insegnante aveva scattato decine di foto all'oggetto misterioso, dalla forma circolare, dotato di una sorta di cupola e di color argenteo. Gli ex-studenti, rintracciati ed intervistati dal ricercatore Shane Ryan, danno la stessa concordante versione. "So cosa ho visto, non era sicuramente un aereo e neppure un pallone meteo", dice  Jeff Holland, ex studente della Terza A. "Tutti urlavano: c'è un disco volante! Ed era vero, l'ho visto anch'io ed era proprio un disco volante...", aggiunge la compagna Terry Peck che ricorda ancora i segni dell'atterraggio scoperti  nel Grange: "L'erba era schiacciata, di colore giallo, forse c'erano anche delle bruciature."
Nel pomeriggio, a scuola fu convocata un'assemblea straordinaria. Agli studenti venne assicurato che non era successo niente e che niente dovevano dire. Anche la troupe televisiva di Channel 9, subito intervenuta per coprire l'evento, riuscì a fare poche interviste ai ragazzini prima di essere frettolosamente cacciata via. Caso strano, il filmato ripreso quel giorno è andato perso: tra le migliaia di bobine conservate dall'emittente, proprio quella è vuota e nessuno sa che fine abbia fatto la pellicola.

Il documentario, trasmesso da Sci-Fi e diretto da Rosie Jones, giunge ad una conclusione prevedibile: c'è stato un complotto, ordito dalle autorità, per mettere a tacere i testimoni e cancellare il ricordo dell'UFO di Westall. La scomparsa del video non è l'unica prova. Infatti, non esiste un solo documento ufficiale del governo, dell'esercito o della polizia australiana ( accorsa sul posto ) su quanto accaduto in questo sobborgo di Melbourne, come se non fosse mai avvenuto alcunché.
Una copertura totale, un insabbiamento continuo condotto, secondo gli autori della ricerca, con l'aiuto degli USA.

Gli sconosciuti che sequestrarono la macchina fotografica sarebbero stati agenti americani travestiti. E forse proprio negli Stati Uniti, negli archivi segreti tenuti ancora ben chiusi da tutte le amministrazioni che si sono susseguite, sono custoditi gli X-file relativi a questo clamoroso caso ufologico.

Ufficialmente mai esistito, ma scolpito per sempre nella mente di chi vi ha assistito quasi 50 anni fa.
Del caso Westall si è occupata nei giorni scorsi la trasmissione radiofonica americana Angels Lighthouse. Intervistando la regista del documentario, la conduttrice di questo popolare programma incentrato su fenomeni paranormali ha rivolto un appello a coloro che sono in possesso di informazioni, dirette o indirette, per scoprire ( finalmente ) tutta la verità .

 

Di Sabrina Pieragostini

The dandenong journal 14-06-1966
The dandenong journal 14-06-1966

Il giorno successivo, il 7 aprile, la storia fu raccontata in un articolo pubblicato sul quotidiano The Age. L'8 aprile arrivò nella scuola un gruppo di ufologi della Victorian Flying Saucer Research Society ( VFSRS ), che interrogò studenti e professori ed eseguì un esame nel prato. Il 9 aprile si presentò l'ufologo Brian Boyle, investigatore di un'altra associazione ufologica, la Phenomena Research Australia ( PRA ); Boyle intervistò i testimoni e prese campioni del terreno dove sarebbe avvenuto l'atterraggio. Lo stesso giorno si presentarono 2 investigatori delle Forze Armate, uno dei quali in divisa, come ha raccontato lo studente Graham Simmonds, allora capitano della scuola. Il giornale The Dandenong Journal pubblicò sull'avvistamento due articoli, uno il 14 aprile e l'altro il 21 aprile; il 5 maggio pubblicò un'intervista a Frank Samblebe, preside dell'istituto, il quale disse di avere vietato altre interviste a scuola per non distogliere i ragazzi dalle attività scolastiche.

Reconstruction Westall UFO by ufo-explorer.com
Reconstruction Westall UFO by ufo-explorer.com

Westall 1966 UFO

L'avvistamento UFO di Tehran del 1976

L'avvistamento di Teheran rappresenta un caso di avvistamento radar e visivo di oggetto volante non identificato ( UFO ) su Tehran, capitale dell'Iran, nelle prime ore della mattinata del 19 settembre 1976. Il caso è noto per l'interferenza magnetica registrata da alcuni velivoli nell'approssimarsi all'oggetto non identificato: 2 F-4B Phantom II persero temporaneamente l'uso della strumentazione di bordo e delle comunicazioni nell'avvicinamento. Uno dei due velivoli constatò inoltre l'impossibilità di utilizzare il sistema degli armamenti al momento di fare fuoco.

Cronologia degli eventi

Alle ore 00,30 del 19 settembre 1976 la base aerea di Mehrebad riceve da un controllore di volo, Perouzi, la segnalazione della presenza di una luce brillante in cielo.

Il generale Yousefi, comandante della base, ordina un controllo radar, che dà esito negativo. Il generale comunque decide di inviare in ricognizione un caccia, pilotato dal capitano Azizkhani; durante il volo, il caccia ha un black-out nelle comunicazioni radio e rientra alla base.
Viene pertanto fatto decollare un secondo caccia, pilotato dal tenente Jafari. Il pilota avvista l'oggetto, che ha una luce brillante variabile tra il rosso, il giallo e l'arancione. In seguito l'oggetto spara un oggetto brillante, il pilota tenta di lanciare un missile, ma il sistema di lancio non funziona. L'aereo fa allora una manovra e schiva l'oggetto di pochi metri e in seguito rientra alla base. Durante il rientro, Jafari vede un altro oggetto luminoso attraversare il cielo. Il giorno seguente, un elicottero perlustra la zona per rilevare eventuali tracce di atterraggio, ma non viene trovato nulla.
Sull'accaduto vi fu un'inchiesta condotta dal generale Azarbarzin, che interrogò i testimoni dell'avvistamento.

Documentazione militare

L'evento è stato illustrato in un documento di 4 pagine della Agenzia di intelligence della difesa ( DIA ) destinato alla Casa Bianca, al Segretario di Stato, al capo dello staff, all'Agenzia di Sicurezza Nazionale ( NSA ) e alla CIA ( Central Intelligence Agency ). La conclusione della DIA fu che "questo è un classico caso che incontra i requisiti necessari per legittimare uno studio sul fenomeno UFO", come riportato dal tenente Jafari ( poi divenuto generale ).
Rimane uno degli incontri militari meglio documentati della storia sui fenomeni ufologici: ufficiali militari iraniani coinvolti nell'avvistamento, tra cui il generale Jafari, hanno dichiarato di essere convinti che l'oggetto non potesse essere di origine terrestre. Anche militari statunitensi, come il maggiore George Filer III, hanno testimoniato sull'evento.

Spiegazioni degli scettici

Secondo *Philip J. Klass l'UFO osservato era in realtà il pianeta Giove, che in quel periodo era molto brillante; il malfunzionamento della strumentazione degli aerei e l'incompetenza dei piloti spiegherebbe il resto.

L'interpretazione di Klass è stata contestata da Jerome Clark e anche da Bruce Maccabee, che ha condotto un'indagine sull'avvistamento.

Altri scettici hanno invece chiamato in causa una meteora.


Qui sotto il video testimonianza del Generale Jafari rilasciata presso il National Press Club, alla quale hanno partecipato funzionari governativi di alto livello, militari e piloti di alto grado per testimoniare le loro esperienze con il fenomeno UFO.


* molto noto nel campo ufologico per via delle sue  spiegazioni/ipotesi strampalate basate sul nulla, dove in alcuni casi smentiva persino se stesso, per citarne uno a caso:


Il caso di Lonnie Zamora


US Air Force files on the incident page 1
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US Air Force files on the incident page 2
US Air Force files on the incident page 2
US Air Force files on the incident page 3
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